Bank of America e BlackRock placano i timori: niente bolla AI all'orizzonte
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Redazione Economia
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Le voci allarmistiche su una possibile bolla speculativa legata all'intelligenza artificiale, spesso paragonata al celebre scoppio delle dot-com del 2000, trovano una netta smentita nelle analisi di alcuni tra i più influenti operatori di mercato. Savita Subramanian, responsabile della strategia azionaria Usa per Bank of America Global Research, afferma con chiarezza che “non c’è una bolla tecnologica imminente”, pur invitando gli investitori a non abbassare la guardia di fronte alle inevitabili turbolenze dei listini. Le differenze con l’epoca passata, secondo l’analista, sono sostanziali e si radicano in un dato fondamentale: l’attuale espansione del settore è sostenuta da una crescita reale degli utili e da un contesto di offerte pubbliche iniziali più contenute, mentre la speculazione sulle società in perdita appare, almeno per il momento, meno estrema e pervasiva di quanto non fosse allora.
Il quadro macroeconomico si complica
Oltre le valutazioni dei singoli titoli, tuttavia, la massiccia ondata di investimenti privati trainata dagli hyperscaler e dalla corsa all’hardware per l'IA inizia a produrre effetti tangibili su scala macroeconomica. Questo ciclo di spese, definito da alcuni “stratossenico”, sta generando un duplice impatto: da un lato sostiene la crescita, al punto che – secondo alcune letture – senza tale slancio l’economia statunitense potrebbe già mostrare i segni di una recessione; dall’altro, alimenta un aumento generale dell’indebitamento. Se il debito pubblico è un tema noto, ora anche quello privato si espande, complicando il panorama e accrescendo la rischiosità sistemica in un momento in cui, come segnalano gli analisti, lo spread tra i titoli di Stato italiani e il Bund tedesco sembra aver esaurito la sua corsa rialzista.
BlackRock punta ancora sul tech per il 2026
In questo scenario apparentemente contraddittorio, tra fondamentali solidi e rischi finanziari crescenti, il colosso degli investimenti BlackRock conferma la sua fiducia di lungo periodo. La società, che gestisce il più grande patrimonio a livello mondiale, non solo respinge l’idea di una bolla ma continua a sovrappesare il settore tecnologico legato all’intelligenza artificiale nelle sue allocazioni per il 2026. La convinzione, espressa dal chief investment strategist per l’Italia Bruno Rovelli, è che la digitalizzazione dell’economia tramite l’AI rappresenti la forza trainante primaria a livello globale, una rivoluzione i cui effetti sui bilanci aziendali giustificherebbero, almeno in parte, i multipli elevati osservati sul mercato.
La selezione rimane l’unica via per navigare l’euforia
Non mancano, peraltro, voci che invitano a una maggiore selettività, riconoscendo come i segnali di surriscaldamento siano in aumento sia negli Stati Uniti che in Europa. Esperti come David Souccar di Vontobel Quality Growth sottolineano la necessità di approcci che evitino le trappole di un entusiasmo indiscriminato, privilegiando la qualità e la sostenibilità dei modelli di business. La concentrazione degli investimenti, del resto, appare evidente: la gran parte della crescita nel comparto è trainata dai data center dedicati all’IA, mentre altri settori ristagnano. Questa dinamica, se da un lato crea potenti traini settoriali, dall’altro lascia scoperte ampie fette del mercato, imponendo agli investitori una navigazione attenta e informata, lontana dalle facili generalizzazioni.




