Stefania Sandrelli e i cinquant'anni di "Novecento": baci rubati e gelosie sul set di Bertolucci
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La voce di Stefania Sandrelli, al telefono, tradisce ancora un filo di meraviglia quando rievoca la chiamata che cambiò tutto. «Mi chiamò Bernardo Bertolucci», racconta, ricordando come il regista, non pienamente convinto di un’attrice precedentemente pensata per la parte, le abbia confessato di aver sempre tenuto in mente proprio lei per quel ruolo. L’invito, giunto subito dopo la fine delle riprese di C’eravamo tanto amati, fu diretto e confidenziale, un passaggio di consegne che segnò l’inizio di un’avventura cinematografica titanica. Quella pellicola, un affresco epico sulla lotta di classe nella campagna emiliana tra il 1900 e il 1945, è oggi un monumento della filmografia italiana, e la sua protagonista ne custodisce i ricordi più intimi, alcuni dei quali custoditi per decenni e solo ora svelati in occasione del compleanno del film.
Un set di passioni e di complicità
Il rapporto con Bertolucci, definito dalla Sandrelli «una sorta di cordone ombelicale, un’intesa immediata e profonda», fu il perno emotivo di un’esperienza lavorativa immersiva. L’attrice, nel ruolo di Anita, una donna che nella trama difende gli anziani nella Casa del Popolo, sentì subito una forte identificazione, tanto da pensare: «È il mio ruolo». Quella sintonia con il regista divenne il filtro attraverso cui guardare anche agli altri, giganti, colleghi con cui condivise la scena. Tra di loro, infatti, si muovevano figure del calibro di Robert De Niro e Gérard Depardieu, i due attori stranieri chiamati a interpretare i protagonisti, Alfredo e Olmo, amici-nemici le cui vicende si intrecciano lungo mezzo secolo di storia.
Retroscena inediti tra divi internazionali
È proprio attorno a queste due personalità così diverse che l’attrice concentra alcuni aneddoti inediti. Con Robert De Niro, racconta, «ci fu qualche bacio rubato» sul set, episodi fugaci nati dalla complicità delle riprese. A questi momenti, però, non rimase indifferente Gérard Depardieu, il cui carattere passionale e possessivo emerse in maniera plateale. «Depardieu mi fece capire immediatamente che ero “sua”», rivela la Sandrelli, sottolineando come l’attore francese manifestasse una gelosia evidente nei confronti del collega statunitense. Questi retroscena, che dipingono un’atmosfera di tensione creativa e umana, contribuiscono a restituire il clima unico di un set leggendario, dove le relazioni personali si mescolavano alla grandiosità del progetto artistico.
Il Sudestival 2026 celebra il capolavoro
A suggellare questo importante anniversario, giunge puntuale l’omaggio del Sudestival di Monopoli, che nella sua ventiseiesima edizione, in programma dal 16 gennaio al 14 marzo 2026, renderà la città pugliese la capitale invernale del cinema italiano. Il festival, che si distingue per la sua durata insolita e articolata in otto fine settimana, ha scelto proprio Stefania Sandrelli come ospite d’onore per l’inaugurazione. L’evento celebrerà i cinquant’anni di Novecento con la proiezione integrale della versione originale e una retrospettiva dedicata a Bernardo Bertolucci, inserendosi in un cartellone che prevede oltre sessanta proiezioni, concorsi, documentari musicali e momenti formativi. Una scelta che riconosce il valore intramontabile di un’opera corale, il cui set fu anche un crocevia di emozioni private, gelosie e brevi, rubati istanti di dolcezza.




