Stefania Sandrelli e la malattia del compagno Giovanni: «Non scambi 50 anni d’amore per 5 mesi»

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   L’attrice Stefania Sandrelli, ospite nel salotto di Verissimo da Silvia Toffanin, ha riportato l’attenzione sulla sua vita privata, e lo ha fatto con la schiettezza che da sempre la contraddistingue, parlando a cuore aperto della lunga malattia del compagno Giovanni Soldati, il regista con cui condivide l’esistenza da mezzo secolo. Un racconto, il suo, che ha ripercorso i momenti piú bui di questi ultimi anni, quando l’uomo che ama, ha spiegato la Sandrelli, è stato colpito da una patologia seria e complessa come l’idrocefalo normoteso, una condizione neurologica subdola che porta a un progressivo accumulo di liquido cerebrospinale nei ventricoli cerebrali. La scoperta, ha narrato l’attrice, è stata traumatica: una notte lo ha trovato steso a terra, privo di sensi, un episodio drammatico che ha reso necessario un intervento immediato e che ha segnato l’inizio di un percorso durissimo.

Fu la prontezza del figlio Vito, chirurgo come il padre Nicky Pende, a fare la differenza in quelle concitate fasi, consentendo di individuare tempestivamente uno specialista al policlinico Gemelli di Roma. Un’operazione chirurgica, quella a cui è stato sottoposto Soldati, che ha richiesto poi cinque mesi di riabilitazione intensiva. «Amo tanto Giovanni», ha scandito la Sandrelli con voce ferma davanti alle telecamere, quasi a voler mettere un punto fermo a qualsiasi possibile interpretazione superficiale del loro rapporto, «e l’ho amato anche durante i mesi della riabilitazione». E aggiungendo, con una frase che suona come una dichiarazione di principio, che non si scambiano cinquant’anni d’amore per cinque mesi di difficoltà. Una precisazione, la sua, che arriva in un momento in cui la loro relazione, complice anche l’età e il logorio della quotidianità legata all’assistenza, era stata al centro di voci di una presunta crisi.

L’assistenza quotidiana e la scelta di una vita ritirata

Da circa cinque anni, come ha tenuto a precisare lei stessa, la sua esistenza ha subito una svolta radicale, optando per una vita ritirata e lontana dai riflettori che per decenni l’hanno celebrata. Una decisione presa proprio per stare accanto al compagno, per far fronte a un bisogno di cure costanti che non poteva essere delegato. «Sono sempre con lui», ha confessato la Sandrelli, «non potrei fare altrimenti», spiegando come questa presenza continua sia una necessità prima ancora che una scelta. Un impegno totalizzante, che l’ha portata a rifiutare persino impegni professionali prestigiosi come la partecipazione alla giuria dei David di Donatello: per valutare i film in concorso avrebbe dovuto trovare il tempo da dedicare alla visione di tutte le pellicole, e quel tempo, semplicemente, non ce l’ha. «Lasciatemi perdere», ha raccontato di aver detto, una frase che fotografa con precisione la scala di priorità adottata in questa fase della vita.

L’attuale condizione di Soldati, seppur stabilizzata, richiede ancora attenzioni e sacrifici non indifferenti. «Adesso sta meglio, è migliorato», ha rassicurato l’attrice, ma ha anche voluto sottolineare il suo ruolo attivo in questo miglioramento, ironizzando sul fatto che gran parte del merito sia suo, «perché gli impedisco di mangiare». Un’affermazione, questa, che lascia intendere come la patologia abbia imposto anche severe limitazioni dietetiche, un aspetto non secondario nella gestione quotidiana del malato. La previdenza del figlio medico e la rapidità con cui si è attivata la macchina dei soccorsi e delle cure specialistiche hanno certamente giocato un ruolo cruciale nell’evitare conseguenze peggiori, consentendo a Soldati di affrontare un recupero che l’attrice stessa definisce ancora lungo e in salita.

I legami familiari e il sostegno ricevuto

Nell’intervista a Verissimo, la Sandrelli ha voluto mettere in luce anche il solido tessuto familiare che ha sorretto lei e il compagno in questo periodo. Un ringraziamento implicito, ma chiaro, è andato a Vito Pende, il figlio avuto dal matrimonio con il chirurgo Nicky Pende, che con le sue competenze mediche ha saputo indirizzarli verso la strada giusta, evitando pericolosi tentennamenti. La famiglia, ha raccontato l’attrice, è sempre stata legata da un profondo rapporto di amore e affetto, e in questa circostanza ciò si è tradotto in un supporto concreto e immediato. Non ci sono state esitazioni, solo la volontà comune di affrontare la tempesta nel migliore dei modi possibili, mettendo da parte ogni altra incombenza. Un atteggiamento che riflette quella coesione che spesso, nelle difficoltà, si rivela l’unica ancora di salvezza.

La scelta di parlare della malattia di Giovanni Soldati in televisione, peraltro, non è stata fatta con leggerezza, ma con la consapevolezza di chi sa di dover condividere un pezzo della propria esistenza con il pubblico che l’ha sempre seguita. L’attrice, che pure ha sempre difeso la sua riservatezza, in questa occasione ha sentito il bisogno di fare chiarezza, di spiegare le ragioni di una lontananza dalle scene che qualcuno poteva aver frainteso. E lo ha fatto con la dignità e la misura che le sono proprie, senza scivolare nel patetico o nel compiaciuto, limitandosi a raccontare i fatti e le emozioni cosí come si presentano, nella loro cruda autenticità. Un racconto, il suo, che restituisce l’immagine di una donna determinata a restare accanto all’uomo che ama, costi quel che costi, in barba a qualsiasi difficoltà.

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