Robert De Niro a Roma, bagno di folla a Trastevere per il cinquantenario di “Novecento”

Robert De Niro a Roma, bagno di folla a Trastevere per il cinquantenario di “Novecento”
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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Piazza San Cosimato, nel cuore pulsante di Trastevere, si è trasformata in un set hollywoodiano a cielo aperto. Il due volte premio Oscar Robert De Niro è stato accolto da una folla strabocchevole, che ha riempito ogni spazio disponibile sin dal primo pomeriggio, per la presentazione della versione restaurata del capolavoro epico “Novecento” di Bernardo Bertolucci, a cinquant'anni esatti dalla sua uscita nelle sale.

L'evento, che ha chiuso la XII edizione della rassegna estiva “Il Cinema in Piazza”, ha visto l'attore statunitense dialogare sul palco con lo scrittore Antonio Monda e con Valerio Carocci, presidente della Fondazione Piccolo America, entità che da anni si batte per la salvaguardia degli spazi culturali nella Capitale.

Ola e cori da stadio per la leggenda di Hollywood

L'atmosfera che si respirava in piazza era quella delle grandi occasioni, con un tifo da stadio che ha accompagnato l'arrivo del divo ottantaduenne, atterrato nel pomeriggio con un jet privato e diretto all'hotel Nobu di via Veneto prima di raggiungere Trastevere. Migliaia di persone, munite di teli e sedioline, hanno sfidato il caldo del luglio romano pur di conquistare un posto per vedere da vicino l'interprete di Alfredo Berlinghieri, il possidente terriero protagonista del film accanto a Gérard Depardieu.

La coreografia della serata è stata impreziosita da un'ola che ha attraversato la folla, mentre il pubblico scandiva il nome dell'attore, decretando un vero e proprio bagno di folla per il “grande Bob”.

Bertolucci, ristoranti e tanti “non ricordo”: l’aneddotica di De Niro

Sul palco, dialogando con Monda e Carocci, Robert De Niro ha offerto al pubblico un affresco di ricordi, pur non lesinando i celebri “non ricordo” che hanno punteggiato la conversazione. Interrogato sul rapporto con il regista scomparso nel 2018, l'attore ha rivelato: “Bernardo mi piaceva moltissimo. Non ricordo un momento preciso, ma sapete, dirigere un film non è facile, soprattutto per un progetto così ambizioso”.

Ha poi aggiunto un aneddoto sulla lavorazione del film, raccontando la difficoltà di girare una scena in cui interpretava una versione molto anziana del personaggio all'inizio delle riprese, contrariamente alla sua abitudine di girare in sequenza, per poi rifarla alla fine. Tra le poche certezze che l'attore ha condiviso, spicca il ricordo delle esperienze gastronomiche: “Mi ha fatto vivere alcune delle migliori esperienze gastronomiche della mia vita. Mi portava in ristoranti straordinari a Reggio Emilia e nei dintorni: per me era un mondo completamente nuovo”.

Un film “per la gente” tra politica e restauro

La serata ha avuto anche un momento di riflessione politica, quando Valerio Carocci ha chiesto a De Niro come mai Bertolucci avesse scelto finanziamenti hollywoodiani per realizzare un manifesto di libertà contro il fascismo. L'attore ha risposto con schiettezza: “Certo è un film sul fascismo, ma non so bene quello che è accaduto e non so neppure se lui fosse comunista o socialista, era però sicuramente per la gente”.

Questa dichiarazione ha sottolineato la portata sociale dell'opera, un affresco epico della lotta di classe che richiese l'impiego di migliaia di comparse, tra cui veri braccianti agricoli. La proiezione dell'Atto I, prevista per quella sera, è solo la prima parte di un evento che si concluderà il giorno successivo con la proiezione dell'Atto II, entrambi frutto di un restauro curato da 20th Century Fox, Paramount Pictures, Istituto Luce-Cinecittà e Cineteca di Bologna, sotto la supervisione dello stesso Bertolucci e del direttore della fotografia Vittorio Storaro.

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