Incendi a Creta, evacuate 8mila persone e tre vigili del fuoco morti: fiamme fuori controllo a Rethymno
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Redazione Esteri
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Il forte vento che soffia sull'isola di Creta sta alimentando le fiamme del devastante incendio divampato mercoledì nella regione di Rethymno, trasformando la lotta ai roghi in un'impresa estremamente difficile per i vigili del fuoco greci. Le operazioni di spegnimento, condotte in condizioni meteorologiche avverse con raffiche che hanno raggiunto i 125 km/h, hanno già portato alla morte di due pompieri sull'isola, mentre un terzo ha perso la vita in un rogo separato divampato nel Peloponneso.
La situazione rimane critica e le autorità, come ha confermato la vice governatrice della regione di Rethymno, Maria Lioni, hanno disposto l'evacuazione di circa 8.000 persone dalla località turistica di Agia Galini e da altre aree minacciate.
Una notte di evacuazioni di massa e salvataggi via mare
L'evacuazione di massa è stata condotta principalmente via terra, con la polizia che ha assistito i residenti e i turisti nell'allontanamento dalle zone pericolose. La maggior parte degli sfollati da Agia Galini è stata trasferita in strutture di accoglienza allestite nei comuni limitrofi, come il palazzetto dello sport di Festo a Mires, dove sono stati predisposti letti, cibo e beni di prima necessità.
Un'operazione di salvataggio particolare ha riguardato invece un gruppo di 29 persone rimaste bloccate nella zona costiera di Agios Pavlos, sulla costa meridionale dell'isola: in questo caso, la guardia costiera greca è intervenuta via mare, impiegando le proprie motovedette e con il supporto di imbarcazioni private per mettere in salvo gli evacuati.
Il bilancio delle vittime e le difficoltà operative
Le vittime tra i vigili del fuoco rappresentano l'aspetto più tragico di questa emergenza. A Creta, i due pompieri sono rimasti intrappolati nel loro veicolo mentre si spostavano tra i fronti di fuoco nella zona di Krya Vrysi, a sud di Rethymno, perdendo l'orientamento a causa del fumo denso che aveva ridotto drasticamente la visibilità. Si tratta di Emmanouil Stratidakis, 58 anni, e Pantelis Diamantakis, 25 anni, le cui esequie si sono tenute giovedì.
Il terzo vigile del fuoco è deceduto in un incendio separato nei pressi della città portuale di Gythio, nel sud del Peloponneso, dove il suo corpo senza vita è stato ritrovato dai colleghi. A complicare ulteriormente le operazioni di spegnimento, i forti venti – che secondo i meteorologi hanno raggiunto forza 10-11 sulla scala Beaufort – hanno di fatto impedito l'utilizzo dei mezzi aerei.
A terra, circa 200 vigili del fuoco con 53 automezzi stanno cercando di arginare un fronte d'incendio che si estende per oltre 15 chilometri, ma le fiamme continuano a propagarsi incontrollate, alimentate dalla vegetazione e dalle raffiche di vento che rendono il loro lavoro estremamente pericoloso.
Danni e incertezza sull'entità del disastro
Le fiamme hanno già devastato vaste aree agricole, pascoli e uliveti, distruggendo diverse abitazioni e strutture turistiche e causando la morte di numerosi capi di bestiame. La vice governatrice Maria Lioni ha descritto mercoledì come una "giornata buia" per la regione, sottolineando che l'entità esatta dei danni non è ancora quantificabile perché il fuoco è ancora attivo e la priorità rimane il contenimento del rogo.
Le autorità, in attesa di un miglioramento delle condizioni meteorologiche, mantengono alto il livello di allerta mentre i soccorritori continuano a lottare contro un incendio che ha messo in ginocchio una delle isole greche più importanti per il turismo internazionale, proprio nel mese di luglio, tradizionalmente il più affollato per le località balneari come Agia Galini.
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