Muore al Meyer a cinque anni, la procura apre un’inchiesta per omicidio colposo

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un controllo programmato da tempo, nulla più: una radiografia con mezzo di contrasto per quei frequenti mal di pancia che arrivavano e se ne andavano senza mai una spiegazione definitiva. Il bambino di cinque anni, fiorentino, era arrivato all’ospedale pediatrico Meyer intorno alle otto di venerdì mattina insieme ai genitori, portando con sé una cartella clinica ancora piena di punti interrogativi. Nessuno, in quel momento, avrebbe potuto immaginare l’esito di quella giornata. Eppure, nel cuore della notte tra venerdì e sabato, mentre il padre dormiva a pochi metri dal letto del figlio, il piccolo è morto in modo improvviso, inaspettato, inspiegabile. Una tragedia che sfugge a ogni tentativo di narrazione lineare, tanto più crudele quanto più silenziosa è stata la sua evoluzione.

Il fascicolo della procura e il ruolo della pm Ester Nocera

La magistratura ha già preso in mano la vicenda. Il pm titolare dell’inchiesta, Ester Nocera, ha infatti aperto un fascicolo per omicidio colposo, al momento senza indagati formalmente iscritti nel registro degli indagati. Nelle prossime ore, secondo quanto si apprende, potrebbero essere spediti i primi avvisi di garanzia; contestualmente verranno disposti accertamenti tecnici irripetibili, quelli che – per loro natura – non possono essere rimandati senza perdere elementi decisivi. Si tratta di un passaggio quasi obbligato quando si cerca di stabilire le cause di un decesso avvenuto in ambiente sanitario, specie quando il paziente è un bambino in età prescolare. L’obiettivo è chiaro: capire se esista un nesso causale tra le procedure ospedaliere – dall’esame diagnostico alla gestione del ricovero – e la morte improvvisa del piccolo.

La ricostruzione dei fatti: dall’arrivo al Meyer alla notte della tragedia

Secondo una prima e ancora parziale ricostruzione, il bambino era stato sottoposto nella mattinata di venerdì a una radiografia con mezzo di contrasto, esame richiesto per approfondire l’origine di quei dolori addominali ricorrenti che turbavano la sua vita quotidiana da tempo. All’interno del Meyer la situazione sembrava sotto controllo: i parametri, le reazioni, il post-esame. Nessun allarme immediato. Poi, nelle ore successive, qualcosa è cambiato. Il dolore si è intensificato, senza che i medici riuscissero a fermarlo o a ricondurlo a una causa chiara. Il padre, rimasto accanto al figlio durante la notte, si è addormentato esausto a pochi metri di distanza. Quando si è svegliato, il silenzio che lo circondava era diverso. Il bambino non respirava più.

Le indagini della squadra mobile e gli sviluppi giudiziari

La procura di Firenze ha affidato gli accertamenti investigativi alla squadra mobile diretta da Domenico Balsamo. Gli agenti hanno già acquisito le cartelle cliniche del piccolo paziente e tutti i reperti diagnostici relativi all’esame con mezzo di contrasto e alle eventuali terapie somministrate. Documenti che ora verranno analizzati dai consulenti tecnici del pm, in un lavoro minuzioso volto a ricostruire ogni passaggio: dalla preparazione alla somministrazione del contrasto, dalla gestione del dolore alla frequenza dei controlli notturni. La denuncia presentata dai genitori – sconvolti, ma determinati a chiedere chiarezza – ha costituito il presupposto formale per l’apertura del fascicolo. Nessuna ipotesi viene al momento esclusa, e nessuna pista viene privilegiata. Resta il fatto, nudo e doloroso, che un bambino di cinque anni è entrato in un ospedale pediatrico per un esame di routine e non ne è più uscito vivo.

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