Bimbo di 5 anni muore al Meyer, la procura apre un fascicolo per omicidio colposo

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un dolore addominale che si trascinava da tempo, una serie di accertamenti clinici – tra cui una risonanza magnetica con mezzo di contrasto programmata per quella stessa mattina – e poi l’improvviso, incomprensibile epilogo. La procura di Firenze, su coordinamento del magistrato Ester Nocera, ha ufficialmente aperto un fascicolo per omicidio colposo, al momento senza indagati né ipotesi formali di responsabilità, per fare piena luce sulla morte di un bambino di soli 5 anni. Il decesso, avvenuto all’interno dell’ospedale pediatrico Meyer nella notte tra l’8 e il 9 maggio, ha trasformato quella che doveva essere una giornata di controlli di routine in una tragedia che nessuno, tra i familiari e il personale sanitario, aveva minimamente messo in conto.

Una risonanza magnetica e poi l’arresto cardiaco: la ricostruzione delle ultime ore

Secondo quanto finora ricostruito dagli inquirenti, il piccolo era arrivato in struttura verso le 8 del mattino accompagnato dai genitori. Il motivo del ricovero programmato era apparentemente lontano da qualsiasi scenario drammatico: indagare l’origine di dolori addominali ricorrenti, che il bambino lamentava ormai da diverso tempo senza che esami precedenti avessero restituito un quadro diagnostico chiaro. La procedura prevista era una risonanza magnetica – alcuni organi di stampa locale parlano di una radiografia con contrasto – che avrebbe dovuto fornire ai medici elementi più precisi. Poche ore dopo l’esecuzione dell’esame, oppure durante il normale decorso della giornata di osservazione, le condizioni del paziente sono precipitate. Il cuore del bambino ha smesso di battere all’improvviso: un "decesso inaspettato", lo hanno definito i clinici, avvenuto davanti agli occhi dei genitori e del personale del Meyer.

I nodi dell’inchiesta: autopsia e ricostruzione minuto per minuto

La procura, attraverso il lavoro del magistrato Nocera, ha disposto l’autopsia sul del piccolo, unico strumento in grado di fornire risposte certe su una possibile reazione avversa al mezzo di contrasto, su una patologia interna non diagnosticata o su un eventuale errore nella gestione della fase post-esame. L’inchiesta per omicidio colposo, che al momento resta contro ignoti, punta a ricostruire ogni singolo passaggio delle ore trascorse dal bambino all’interno dell’ospedale pediatrico: dalla somministrazione dell’esame – con la relativa preparazione e i controlli preliminari – ai parametri vitali monitorati, fino alle eventuali segnalazioni di malessere riportate dallo stesso bambino o notate dagli infermieri. I frequenti mal di pancia lamentati per mesi, e che avevano spinto la famiglia a cercare una diagnosi approfondita, costituiscono un indizio clinico rilevante, sebbene nulla ancora faccia pensare a una correlazione diretta e lineare con l’evento fatale.

Un caso che restituisce il silenzio delle evidenze provvisorie

Il Meyer, struttura d’eccellenza della pediatria nazionale, si trova ora a dover gestire non solo il dolore della famiglia – che ha perso un figlio in circostanze ancora tutte da chiarire – ma anche il peso di un procedimento giudiziario che passerà al vaglio dei consulenti tecnici. Nessuna ipotesi è stata sino a oggi scartata, né quella di una fatale complicanza imprevedibile né, al contrario, quella di un ritardo o di un’omissione nei controlli successivi all’esame. La procura ha già acquisito la cartella clinica, le annotazioni del personale di turno e i referti strumentali; nelle prossime settimane saranno ascoltati i medici che hanno avuto in cura il bambino. La morte di un bimbo di 5 anni, arrivato in ospedale per un dolore che piangeva di portare da mesi, resta a tutti gli effetti una ferita aperta sulla quale la magistratura cerca ora di gettare quella luce che la scienza, ancora una volta, non ha saputo accendere in tempo.

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