Bimbo di 5 anni morto al Meyer, nove tra medici e infermieri indagati per omicidio colposo

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La notte tra venerdì 8 e sabato 9 maggio, all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze, un bambino di cinque anni – ricoverato per una serie di accertamenti legati a disturbi gastrointestinali persistenti – ha perso improvvisamente la vita. Una morte, quella del piccolo, che resta avvolta nel silenzio dei referti e nell’attesa dei primi riscontri anatomopatologici, ma che ha già portato la procura della Repubblica a compiere un passo formale inevitabile: l’iscrizione di nove professionisti sanitari nel registro degli indagati. Tra loro figurano sia medici sia infermieri, tutti in servizio nel nosocomio fiorentino, e a ciascuno è stato notificato un avviso di accertamenti irripetibili.

L’atto dovuto in attesa dell’autopsia

Si tratta, va detto, di un atto dovuto più che di un'accusa definitiva. La magistratura, nelle more dell’esame autoptico, ha infatti proceduto alla formale iscrizione per consentire ai nove – un passaggio tecnico che non implica necessariamente la colpevolezza – di nominare propri consulenti tecnici di parte. Questi potranno assistere all’autopsia, fissata per sabato 16 maggio all’istituto di medicina legale del capoluogo toscano, portando il loro contributo all’esame del del bimbo. La stessa titolarità del fascicolo, al momento, ipotizza i reati di cooperazione in omicidio colposo e responsabilità colpa per morte in ambito sanitario, senza che siano ancora emersi elementi certi sulla dinamica del decesso.

Un ricovero per dolori mai chiariti

Il paziente, di appena cinque anni, era entrato al Meyer per una serie di controlli diagnostici. Soffriva da mesi di forti mal di pancia, episodi intermittenti che si ripresentavano senza una causa organica chiaramente identificata, motivo per cui la struttura pediatrica – tra le più qualificate del centro Italia – aveva programmato un approfondimento. Nel corso di questa degenza, nella notte tra l’8 e il 9 maggio, le condizioni del minore sono però precipitate in modo inaspettato, lasciando i sanitari stessi senza un tempo utile per intervenire. La famiglia, come si legge dalle prime ricostruzioni giudiziarie, è stata informata passo dopo passo, ma la notizia del decesso ha colpito duramente anche gli operatori che seguivano il piccolo da giorni.

L’inchiesta e i nodi da sciogliere

La pm Ester Nocera, che coordina le indagini, ha già disposto il sequestro della documentazione clinica relativa al ricovero. L’autopsia, in programma nel pomeriggio di sabato 16 maggio, rappresenta l’unico strumento in grado di fornire risposte concrete su ciò che ha ucciso il bambino: se una reazione avversa a una terapia somministrata, un errore nella gestione dei liquidi o dei parametri vitali, oppure una patologia improvvisa e silente sfuggita ai controlli. Gli avvisi notificati ai nove indagati non hanno al momento prodotto richieste di incidente probatorio, né sono state formulate opposizioni dai difensori. Il fascicolo resta interamente basato sugli accertamenti irripetibili, che rappresentano – come spesso accade in casi di presunta responsabilità medica – il primo atto di un percorso lungo e complesso. Il Meyer, da parte sua, ha annunciato piena collaborazione con l’autorità giudiziaria.

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