Meloni in Asia centrale: accordi miliardari e inviti ufficiali tra Turkmenistan e Tagikistan
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Redazione Interno
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Giorgia Meloni ha chiuso la sua prima missione in Asia centrale da presidente del Consiglio con un bilancio che supera i sette miliardi di euro tra Kazakistan e Uzbekistan, cifre che testimoniano la volontà italiana di consolidare la propria presenza in un’area sempre più cruciale per gli equilibri geopolitici. Gli accordi, siglati tra Astana e Samarcanda, rafforzano una partnership economica già solida, ma è sul piano diplomatico che l’Italia ha giocato alcune delle sue carte più significative.
A margine del vertice, Meloni ha incontrato il presidente del Turkmenistan, Serdar Berdimuhamedow, colmando un vuoto nelle relazioni personali con i leader della regione. «Era l’unico che mi mancava», ha ammesso la premier, sottolineando l’importanza di un colloquio che potrebbe preludere a una visita ufficiale a Roma in ottobre, in occasione di una mostra archeologica dedicata al Turkmenistan. Un’opportunità, questa, per «approfondire le relazioni bilaterali», come ha precisato Meloni, che ha colto l’occasione per un invito formale.
Non meno significativo l’incontro con il presidente tagiko Emomali Rahmon, già ospitato a Roma in precedenza. La premier ha riconosciuto lo sforzo del leader, impegnato nella Conferenza Onu sulla conservazione dei ghiacciai, per partecipare al vertice. «So che è stato un sacrificio», ha detto Meloni, esprimendo apprezzamento per la sua presenza nonostante gli impegni internazionali.
Sul fronte europeo, l’europarlamentare Giusi Princi, presidente della delegazione Ue per i rapporti con l’Asia centrale, ha definito «di grande rilevanza» l’attenzione italiana verso la regione. «Rafforzare il dialogo politico ed economico è una scelta strategica», ha aggiunto, sottolineando come l’Italia stia assumendo un ruolo da protagonista in un’area dove gli interessi globali si intrecciano con quelli locali.




