Basket Nba: i Pistons continuano a volare, mentre Curry rientra ma i Warriors cadono
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Redazione Sport
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La macchina da vittorie dei Detroit Pistons, dopo la pausa forzata dovuta alla loro assenza dalla Nba Cup, ha ripreso a marciare a pieno regime, travolgendo con un punteggio iperbolico gli Atlanta Hawks nel corso di una notte che ha visto anche il ritorno sul parquet di Stephen Curry, sebbene non coronato dal successo della sua squadra. L'affermazione di Detroit, che ha visto otto uomini segnare in doppia cifra in un gioco corale e implacabile, consolida ulteriormente il loro primato nella Eastern Conference, mentre la sconfitta dei Golden State Warriors, pur nella prestazione di alto livello del loro leader, evidenzia le difficoltà di un gruppo costretto a fare a meno di alcuni pezzi importanti.
La superioritá dei Pistons e l'impresa solitaria di Johnson
Contro gli Hawks, battuti 142-115, i Pistons hanno messo in mostra una profondità di roster che pochi possono permettersi, un aspetto, questo, che li rende temibili su qualsiasi campo e che permette loro di mantenere un ritmo serrato per tutti e quattro i quarti di gioco. Dall'altra parte, nonostante la sconfitta netta, Jalen Johnson ha continuato la sua personale striscia di prestazioni di altissimo livello, firmando la terza tripla doppia consecutiva, la quinta in stagione, a conferma di un progresso tecnico e statistico che lo sta rendendo uno dei giocatori più interessanti della lega.
Il ritorno di Curry e il colpo di Minnesota
A San Francisco, dopo cinque partite di assenza, è tornato in campo Stephen Curry, il quale, nonostante abbia immediatamente ritrovato la sua vena realizzativa mettendo a segno 39 punti, non è riuscito a evitare la sconfitta interna contro i Minnesota Timberwolves. La partita, equilibratissima e caratterizzata da 27 cambi di leadership, è stata decisa nel finale da una tripla di Donte DiVincenzo, uno degli elementi chiave della serata per gli ospiti, capaci di resistere all'assalto dei Warriors privi di Draymond Green. Un successo di squadra, quello dei T'Wolves, che hanno trovato contributi importanti da più fonti, a dimostrazione di una solidità costruita nel tempo.
I fuochi d'artificio di Mitchell e il ritorno al potere di Embiid
Altri due capitoli della serata hanno visto protagonisti assoluti due All-Star: da una parte Donovan Mitchell, che con un personale di 48 punti ha praticamente da solo rimontato e poi sconfitto i Washington Wizards, trascinando i Cleveland Cavaliers a una vittoria preziosa; dall'altra Joel Embiid, il quale ha finalmente offerto a Philadelphia una prestazione all'altezza del suo valore, chiudendo con 39 punti e guidando i Sixers al successo contro gli Indiana Pacers. Due performance, queste, che ricordano il peso che i singoli talenti, quando esplodono, continuano ad avere nell'economia di una partita, pur in un contesto sempre più orientato al gioco collettivo.




