Mattarella corregge il governo sul decreto flussi, il Quirinale impone modifiche
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Redazione Interno
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Il presidente della Repubblica ha sollecitato, giovedì scorso, una nuova delibera del consiglio dei ministri sul decreto che disciplina gli ingressi per lavoro, chiedendo al governo di rettificare il testo originario.
La correzione presidenziale sul decreto flussi
L’intervento, che segue un clima di crescente irritazione al Colle per la gestione dei testi legislativi, si è reso necessario dopo che il provvedimento votato il 4 settembre includeva una norma problematica: un’extra quota di diecimila assunzioni per collaboratori domestici, da attivare immediatamente e in aggiunta al tetto di cinquecentomila ingressi previsto per il triennio 2026-2028. La disposizione, che avrebbe di fatto eliminato qualsiasi vincolo numerico per questa categoria a partire dal prossimo anno con l’intento dichiarato di rendere più flessibile il mercato del lavoro, è stata giudicata necessitante di una rivalutazione formale e sostanziale, portando alla richiesta di una riapprovazione integrale del decreto.
Le nuove quote per il settore turistico-alberghiero
Parallelamente a questa correzione di rotta dettata dal Quirinale, la macchina amministrativa ha proseguito il suo iter, con la Direzione Generale per le politiche migratorie che ha ufficializzato l’attribuzione di 9.783 quote aggiuntive per lavoro subordinato stagionale nel comparto turistico-alberghiero. Questa ripartizione, che risponde alle pressanti esigenze di un settore fondamentale per l’economia nazionale, si inquadra perfettamente nel meccanismo a due fasi stabilito dalla legge di conversione del decreto 145 del 2024.
Il nuovo testo in Gazzetta Ufficiale e il ruolo del Quirinale
Il nuovo testo, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, raccoglie e consolida le disposizioni precedenti, introducendo al contempo modifiche significative alla regolamentazione degli ingressi. Il decreto legge 146 del 3 ottobre, che reca “Disposizioni utili in materia di ingresso regolare di lavoratori e cittadini stranieri, nonché di gestione del fenomeno migratorio”, rappresenta dunque il punto di arrivo, per il momento, di un percorso legislativo che il Colle ha voluto più rigoroso. L’intervento presidenziale, del resto, si inserisce in un malessere più ampio riguardo alla prassi con cui vengono redatti e approvati i provvedimenti, spesso caratterizzati da una eterogeneità di contenuti, stravolti in Parlamento da emendamenti presentati all’ultimo minuto e talvolta fatti propri dal governo attraverso l’istituto della questione di fiducia.
Vigilanza costituzionale e prossime sfide
L’episodio, al di là del singolo caso, delinea un quadro istituzionale in cui il garante della Costituzione vigila affinché le procedure legislative rispettino i criteri di chiarezza e coerenza, evitando che disposizioni potenzialmente controverse o tecnicamente imperfette vengano introdotte senza il necessario scrutinio. La pubblicazione in Gazzetta sancisce formalmente l’entrata in vigore delle nuove regole, chiudendo una fase di aggiustamenti e aprendone un’altra, tutta da monitorare, di applicazione concreta delle norme che, come quelle sulle quote per il turismo, toccano da vicino interi comparti produttivi.




