Merz "scioccato" e Putin sicuro della vittoria: lo stallo nelle trattative sull'Ucraina

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Le trattative per porre fine alla guerra in Ucraina si trovano in un vicolo cieco, mentre cresce lo scetticismo sulla possibilità di raggiungere un accordo nel breve termine. Secondo fonti vicine ai negoziati, il secondo round di colloqui – che dovrebbe tenersi a Istanbul – sembra già destinato a fallire, nonostante i tentativi di mediazione. L’agenzia Tass, citando fonti diplomatiche, ha confermato l’assenza di progressi sostanziali, mentre il Wall Street Journal e diversi giornali tedeschi hanno rivelato dettagli preoccupanti emersi durante una telefonata tra Donald Trump e i leader europei.

Nella conversazione, avvenuta dopo il colloquio tra Trump e Vladimir Putin, il presidente americano avrebbe dichiarato che il Cremlino non ha alcuna intenzione di fermare il conflitto, convinto com’è di poterlo vincere. Una posizione che ha lasciato il cancelliere tedesco Friedrich Merz, presente all’incontro insieme a Giorgia Meloni, Emmanuel Macron, Donald Tusk e Keir Starmer, «scioccato», come riportato da più parti. Se da un lato i dettagli della discussione rimangono confidenziali, è chiaro che l’Europa si trova di fronte a un cambio di passo inatteso da parte di Washington.

La Germania, in particolare, aveva puntato su nuove sanzioni per spingere Mosca al tavolo delle trattative, come ribadito da Merz durante la sua visita a Kiev al fianco di Volodymyr Zelensky. Ma ora, stando alle indiscrezioni, Trump avrebbe escluso ulteriori misure punitive, almeno finché la Russia non accetterà un cessate il fuoco temporaneo. Un’inversione di rotta che ha gettato nello sconcerto i leader europei, già alle prese con le divisioni interne sulla strategia da adottare.

Zelensky, da parte sua, ha interpretato il silenzio degli Stati Uniti dopo gli ultimi massicci bombardamenti russi come un segnale preoccupante. E se la stampa tedesca, tra cui il Bild, parla di «sbalordimento» tra i capi di Stato e di governo europei, è perché Trump sembra aver abbandonato la linea dura che aveva caratterizzato i primi mesi del suo mandato. Resta da capire se si tratti di una mossa tattica o di un vero e proprio disimpegno, mentre l’Ucraina si ritrova sempre più isolata sul campo diplomatico.

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