Sedico, bambino di 6 anni ucciso dal muletto guidato dal padre

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il pomeriggio di venerdì 8 maggio, nella zona industriale di Sedico, in provincia di Belluno, si è trasformato in una scena di dolore inaudito. Un bambino di sei anni ha perso la vita dopo essere stato schiacciato da un muletto; alla guida del mezzo, secondo le prime informazioni raccolte dalle forze dell’ordine, c’era proprio il padre, titolare dell’azienda di famiglia. L’incidente è avvenuto intorno alle 18.30 all’interno del piazzale della De March Meccanica, un’attività che avrebbe dovuto rappresentare, per quel nucleo familiare, un luogo di lavoro e di prospettiva, non certo una trappola mortale.

I soccorsi e l’intervento dell’elisoccorso

L’allarme è scattato immediatamente, tanto che sul posto sono accorsi in tempi rapidissimi gli operatori del Suem 118 – arrivati anche con l’elicottero, a testimonianza della gravità della situazione – insieme ai vigili del fuoco. Nonostante la prontezza dei sanitari, che hanno tentato ogni manovra per strappare il piccolo alla morte, per lui non c’era ormai più nulla da fare. Il medico non ha potuto fare altro che constatare il decesso e dare la triste comunicazione al magistrato di turno, avviando così il protocollo per gli accertamenti giudiziari.

Le indagini in corso tra Spisal e polizia

Le cause dell’accaduto sono ancora al vaglio dello Spisal (il servizio di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro della Ulss) e della polizia, che stanno cercando di ricostruire con esattezza la dinamica. Secondo una prima sommaria ricostruzione, riportata dal ‘Corriere delle Alpi’, il bambino sarebbe rimasto schiacciato dal muletto mentre il genitore lo stava manovrando. Non è chiaro se il piccolo si trovasse in un punto non visibile dal sedile di guida o se vi sia stata una manovra improvvisa; sono dettagli che i tecnici dovranno chiarire nei prossimi giorni, esaminando lo stato dei luoghi, le condizioni del mezzo e ogni eventuale testimonianza.

Un dramma che solleva interrogativi sulla sicurezza

La tragedia, avvenuta all’interno di un’area aziendale dove l’accesso ai minori è solitamente regolato da norme severe, ripropone con angosciosa evidenza il tema della convivenza tra ambienti di lavoro – specie quelli caratterizzati da macchinari pesanti come muletti – e la presenza occasionale o abituale di bambini. La procura ha aperto un fascicolo, ancora contro ignoti, per accertare eventuali profili di colpa; il padre, che versa in stato di choc e come comprensibile non è stato ancora ascoltato in maniera approfondita, potrebbe dover rispondere di omicidio colposo. Ma al momento ogni ipotesi è lasciata agli sviluppi dell’inchiesta, condotta con il massimo riserbo.

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