Palermo, il ceduto del cestello della gru e la strage silenziosa in via Ruggero Marturano
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Redazione Interno
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Il traliccio si è piegato sotto un peso che forse non avrebbe mai dovuto sostenere, oppure è stato un banale errore umano a innescare la sequenza mortale: al momento, e nonostante la mole di accertamenti avviati, nessuna ipotesi è stata scartata. Quel che è certo, ed è consegnato alla drammatica cronaca di giovedì mattina, è che in via Ruggero Marturano, a Palermo, il braccio della gru si è improvvisamente sbloccato facendo precipitare il cestello – quello su cui stavano lavorando due persone – da un’altezza pari a dieci piani. L’impatto sulla tettoia di un’officina per pneumatici, quella sottostante il cantiere edile, non ha lasciato scampo ai due operai: un cinquantenne e un quarantunenne, quest’ultimo di origini tunisine, l’altro invece di nazionalità romena, secondo le prime ricostruzioni anagrafiche fornite dalle fonti sindacali. Non c’è stata rianimazione che potesse servire, dichiarato il decesso sul posto dai sanitari del 118 accorsi insieme ai vigili del fuoco e agli agenti della Polizia di Stato.
La dinamica dell’incidente e il "miracolo" dei copertoni
Lavoravano, le due vittime, alla ristrutturazione di un palazzo situato all’altezza del civico che ospita l’attività "Gammicchia", un esercizio commerciale specializzato nella vendita e riparazione di pneumatici. Secondo le testimonianze raccolte sulla scena, i due si trovavano all’interno del carrello sollevato quando, per cause in corso di accertamento da parte dei tecnici dell’Ispettorato del lavoro e della polizia giudiziaria, il sistema di sollevamento ha ceduto. Nella caduta, il cestello – che pesa diverse centinaia di chili – ha completamente sfondato la tettoia del gommista, devastandola. È qui che si inserisce il destino quasi paradossale di un terzo lavoratore, un collega delle due vittime: quest’ultimo, precipitato nello stesso istante, è finito direttamente sul deposito di copertoni usati dell’officina. Quella montagna di gomma, di fatto, ha attutito l’urto salvandogli la vita, una circostanza che gli inquirenti hanno definito, a bassa voce, come un "quasi miracolo".
Il ferito nell’officina e i soccorsi immediati
La furia dei detriti, però, non si è limitata a mietere le due vittime. Un dipendente dell’officina sottostante, che si trovava a terra probabilmente per una normale mansione lavorativa, è stato violentemente colpito dai rottami della struttura precipitata. Ha riportato un grave trauma cranico, una condizione clinica che ha spinto i medici del 118 a trasportarlo d’urgenza all’ospedale "Villa Sofia" di Palermo, dove è stato ricoverato nel reparto di Rianimazione. Sul posto, dopo i primi drammatici momenti di caos, la zona è stata completamente transennata per consentire l’intervento delle squadre specializzate dei vigili del fuoco, impegnate a mettere in sicurezza il braccio della gru – ancora pericolosamente in bilico – e a rimuovere le lamiere contorte del cestello. Se per i due operai deceduti non c’era più nulla da fare, la corsa contro il tempo ha riguardato il ferito grave, la cui prognosi resta riservatissima in queste ore.
I sigilli e le indagini sul luogo di lavoro
A poche ore dall’accaduto, gli agenti della polizia scientifica hanno eseguito un sopralluogo minuzioso, coadiuvati dai funzionari dell’Ispettorato territoriale del lavoro: l’obiettivo è quello di stabilire se il macchinario – una gru a torre di discrete dimensioni – presentasse vizi di manutenzione o se vi sia stata una errata procedura di utilizzo da parte degli operatori. La procura di Palermo ha già aperto un fascicolo per disastro colposo e omicidio colposo plurimo, anche se al momento non risultano iscritti nominativi specifici nel registro degli indagati. Il cantiere, che secondo i residenti era attivo da alcune settimane per lavori di facciata, è stato posto sotto sequestro preventivo. I corpi senza vita sono stati rimossi solo dopo l’arrivo del medico legale, che ha provveduto a un primo esame esterno prima del trasferimento all’obitorio, dove nei prossimi giorni verranno effettuati gli accertamenti autoptici disposti dalla magistratura.




