Tragedia a Palermo: ceduta la gru, morti due operai nel crollo del cestello
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Redazione Interno
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Via Ruggero Marturano, periferia che non perdona il colpo secco della domenica mattina, si è trasformata ieri in un cantiere a cielo aperto della morte. Due operai, mentre lavoravano alla ristrutturazione di un palazzo, hanno perso la vita dopo una caduta di circa venticinque metri, l’altezza di un decimo piano. La dinamica, ancora al vaglio degli inquirenti, sembra ricondurre a un improvviso cedimento strutturale: il braccio della gru, quello che doveva sostenere il cestello dove gli uomini stavano operando, si è spezzato senza lasciare loro alcuna via di fuga. In pochi secondi, quella che era una normale giornata di lavoro si è trasformata in una scena di devastazione, con il pesante carrello che è piombato al suolo sfondando la tettoia di un'attività commerciale sottostante, il negozio di pneumatici Gammicchia.
La dinamica dell'incidente e il superstite
Le vittime, Daniluc Tiberi Un Mihai, romeno di 49 anni (o 50 secondo altre fonti), e Najahi Jaleleddine, tunisino di 41 anni, si trovavano nel cestello per eseguire interventi sulla facciata quando il sostegno ha ceduto. Una testimonianza diretta, raccolta dai primi soccorritori, ha rivelato che i due corpi sono precipitati violentemente sull'area adibita a deposito del gommista. E proprio in quel luogo, dove la morte sembrava aver fissato un appuntamento ineludibile, si è consumato un destino diametralmente opposto per altri lavoratori. Un terzo operaio, che si trovava nel raggio d'azione del crollo, si è salvato finendo proprio addosso a una pila di copertoni; quella montagna di gomma ha attutito l'impatto, fungendo da cuscino involontario e strappandolo all'elenco delle vittime. Non è stata la stessa sorte, invece, per un dipendente dell'esercizio commerciale, un uomo di 34 anni, che è stato colpito alla testa dai rottami e trasportato d'urgenza al presidio ospedaliero "Villa Sofia", dove versa in condizioni ritenute gravi.
Sviluppi giudiziari e accertamenti tecnici
Sull'area della tragedia, che si trova all'incrocio con via Ammiraglio Rizzo, si è subito alzato il polverone dei rilievi tecnici. La Polizia, coadiuvata dai vigili del fuoco che hanno dovuto mettere in sicurezza le macerie per evitare ulteriori crolli, sta scandagliando ogni centimetro del relitto. Ma non sono solo loro a cercare risposte: i tecnici dell'Ispettorato del lavoro hanno avviato un'indagine parallela e distinta, finalizzata a verificare eventuali carenze nella manutenzione del mezzo o nell'applicazione delle norme di sicurezza nel cantiere edile. Se da un lato la procura valuterà gli aspetti di natura colposa (si parla già di disastro colposo e omicidio colposo plurimo, ipotesi quasi automatiche in questi casi), dall'altro l'ispettorato cercherà di capire se il piano di lavoro fosse conforme alle leggi sulla prevenzione degli infortuni; un nodo, quest'ultimo, che spesso emerge con crudezza in incidenti che coinvolgono macchinari mobili come le gru, dove il margine di errore umano o tecnico è pari a zero.
L'impatto sul quartiere e le vittime
La zona intorno a via Ruggero Marturano, non distante da un frequentato mercato rionale, è rimasta a lungo transennata, con i residenti che si sono riversati in strada increduli. A pagare il prezzo più alto, naturalmente, sono state le comunità di origine delle due vittime: da una parte la consistente collettività romena, dall'altra quella tunisina, entrambe profondamente integrate nel tessuto produttivo edile della città. Loro, Daniluc e Najahi, rappresentavano quella fascia silenziosa di lavoratori che spesso accetta i turni più gravosi nei cantieri navali o nelle ristrutturazioni pesanti. Il sindacato, intervenuto a caldo, ha parlato di "ennesimo operaicidio", ma al di là delle definizioni politiche restano i corpi senza vita di due capifamiglia e un uomo in ospedale che lotta tra la vita e la morte. La Procura ha sequestrato l'intera area e la gru, i cui resti sono stati coperti da teli blu per preservare eventuali tracce utili a capire se si sia trattato di un cedimento improvviso dovuto a vizi del materiale o di un errore di manovra.




