Ferrero ridisegna i vertici, a Nervegna il core business e a Civiletti le nuove frontiere dei gelati e dei cereali
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Redazione Economia
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Il gruppo Ferrero, si sa, non ama le rivoluzioni ma preferisce cesellare con cura la propria continuità, e l’ultimo movimento ai piani alti della holding ne è una dimostrazione piuttosto chiara. Dopo mesi di analisi e di revisioni della struttura organizzativa, un lavoro che ha portato all’11 febbraio 2026 a una delibera formale del consiglio di amministrazione, la multinazionale dolciaria ha messo a punto un nuovo assetto di governance che entrerà in vigore il primo settembre di quest’anno. L’obiettivo dichiarato, e del resto intuibile, è quello di consolidare ulteriormente la propria competitività in un settore, quello dei prodotti dolciari confezionati, che negli ultimi anni ha visto il gruppo di Alba espandere il proprio perimetro in modo significativo, sia attraverso acquisizioni strategiche sia tramite una crescita organica che l’ha portato a ridisegnare il proprio profilo globale.
La separazione dei percorsi: Nervegna alla guida del cuore storico dell’azienda
Il cambiamento sostanziale risiede nella creazione di due nuovi ruoli dirigenziali pensati per rispondere alla complessità di un business che non è più soltanto quello delle nocciole e della crema spalmabile. Alessandro Nervegna, che attualmente ricopriva la carica di chief strategy & innovation officer, è stato nominato amministratore delegato di una nuova entità gestionale denominata Ferrero Core. A lui, forte di una carriera quasi trentennale all’interno del gruppo, spetterà il compito di guidare lo sviluppo delle categorie tradizionali, quelle che potremmo definire l’anima storica dell’impresa: il comparto del confectionery, i biscotti e i prodotti da forno, nonché il segmento in crescita del better-for-you, ovvero quei prodotti pensati per coniugare il gusto con un profilo nutrizionale percepito come più sano. Nervegna, che ha maturato esperienze di leadership in diverse aree geografiche e ha avuto un ruolo non secondario nella definizione delle strategie di prodotto e nei processi innovativi, riporterà direttamente a Giovanni Ferrero, presidente di Ferrero International.
Civiletti e la nuova sfida tra gelati e cereali per la colazione
Parallelamente, Lapo Civiletti, che fino a oggi è stato l’amministratore delegato dell’intero gruppo e che nel 2017 era diventato il primo manager non appartenente alla famiglia a ricoprire quel ruolo, cambia veste ma non certo peso specifico all’interno della gerarchia aziendale. Civiletti manterrà infatti la carica di vicepresidente di Ferrero International e assumerà la presidenza di due aree di business che negli ultimi tempi hanno acquisito una rilevanza strategica notevole, vale a dire Ferrero Ice Cream e WK Kellogg Co. Quest’ultima, in particolare, rappresenta una delle scommesse più recenti e ambiziose del gruppo, un’acquisizione che ha portato il colosso italiano a mettere piede in modo deciso nel mercato dei cereali per la colazione, un segmento che fino a qualche anno fa gli era sostanzialmente estraneo. Anche Civiletti, che vanta un’esperienza in azienda iniziata nel lontano 2004, avrà un rapporto diretto con Giovanni Ferrero, il quale continuerà a mantenere le redini della visione strategica di lungo periodo.
Un gruppo in evoluzione e la necessità di presidi distinti
Questa riorganizzazione, che di fatto sra la gestione del business tradizionale da quella delle nuove avventure imprenditoriali, arriva al termine di un decennio nel quale la Ferrero ha profondamente mutato la propria fisionomia. Da azienda focalizzata quasi esclusivamente sul mercato del confectionery, con marchi iconici come Nutella, Kinder o Ferrero Rocher, si è trasformata in un leader globale del dolciario confezionato in senso più ampio, allargando i propri orizzonti a categorie merceologiche vicine ma con dinamiche di mercato e distributive potenzialmente diverse. La crescita, come spiegano i numeri del fatturato consolidato che ha raggiunto i 19,3 miliardi di euro nell’esercizio 2024-2025, c’è stata ed è stata robusta, e la nuova struttura a due punte sembra studiata per non disperdere le energie, affidando a Nervegna la cura e l’ulteriore sviluppo del patrimonio storico e a Civiletti il compito di integrare e far fruttare le nuove acquisizioni, dai gelati fino ai cereali della ex WK Kellogg.
I profili dei protagonisti e le parole di Giovanni Ferrero
Giovanni Ferrero, nel commentare le nomine, ha voluto sottolineare le qualità dei due manager chiamati a ricoprire questi nuovi incarichi. Di Nervegna ha elogiato l’acume strategico, il rigore manageriale e la capacità di garantire al gruppo di proseguire nel suo percorso di crescita, rafforzando la posizione di leadership nel settore. Per quanto riguarda Civiletti, il presidente di Ferrero International ne ha ricordato il ruolo decisivo nel percorso di espansione degli ultimi anni, sottolineando come sotto la sua guida l’obiettivo di raddoppiare le dimensioni del business in meno di un decennio sia diventato realtà concreta. Le dichiarazioni ufficiali, quelle che accompagnano sempre questi annunci, parlano di un team manageriale solido, costruito proprio da Civiletti, capace di garantire risultati costanti. E del resto, la decisione di creare due poli distinti, entrambi con riporto diretto al vertice, lascia intendere la volontà di tenere saldamente le redi di un gruppo che, pur nella sua crescita esponenziale, non intende perdere di vista né le proprie radici né le opportunità che vengono dall’espansione in nuovi segmenti di mercato.




