Omicidio Carol Maltesi, la Corte d'Assise d'Appello conferma l'ergastolo per Davide Fontana

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
INTERNO Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Interno Redazione Interno   -   La Corte d'Assise d'Appello di Milano, nel processo di secondo grado "ter", ha condannato all'ergastolo Davide Fontana per l'omicidio premeditato di Carol Maltesi, la 26enne uccisa l'11 gennaio 2022 nella sua abitazione di Rescaldina. I giudici, presieduti da Enrico Manzi, hanno riconosciuto l'aggravante della premeditazione, accogliendo la richiesta della Procura generale, che aveva insistito proprio sulla pianificazione del delitto. La sentenza è stata pronunciata senza l'isolamento diurno.

Secondo la pg Simonetta Bellaviti, Fontana "in modo scientifico ha organizzato l'omicidio e anche il post mortem". La rappresentante dell'accusa, ricostruendo uno ad uno gli elementi, ha sottolineato come l'imputato avesse chiesto una finta malattia lavorativa per Covid e, dopo aver ucciso la donna, avesse acquistato un'accetta, occhiali-maschera, cesoia e guanti.

La Procura generale ha inoltre evidenziato che la Corte di Busto Arsizio, che in primo grado aveva escluso la premeditazione condannando Fontana a 30 anni, aveva argomentato che se ci fosse stata premeditazione l'uomo avrebbe dovuto organizzare come eliminare il cadavere: "E infatti lui sa perfettamente cosa farà dopo il delitto".

La decisione giunge al termine di un percorso giudiziario complesso, giunto al sesto grado di giudizio. In primo grado, la Corte di Busto Arsizio aveva escluso la premeditazione e condannato Fontana a 30 anni. Nei due successivi processi d'appello l'ergastolo era stato inflitto con il riconoscimento dell'aggravante, ma entrambe le sentenze sono state annullate con rinvio dalla Corte di Cassazione. A febbraio 2026, la Suprema Corte aveva disposto un nuovo giudizio parlando di "evidenti deficit" nelle motivazioni dell'appello "bis" relative proprio alla premeditazione.

La difesa di Fontana, rappresentata dall'avvocato Stefano Paloschi, ha sostenuto la tesi del dolo di impeto, escludendo la pianificazione del delitto.

Carol Maltesi, che si occupava di contenuti per la piattaforma OnlyFans, fu uccisa l'11 gennaio 2022 a Rescaldina, in provincia di Milano. Quel giorno aveva un appuntamento con Davide Fontana, suo ex fidanzato e vicino di casa, per registrare un video erotico. Durante le riprese, la giovane venne colpita alla testa con un martello per 13 volte mentre era legata a un palo della lap dance, poi finita con una coltellata alla gola. Secondo quanto ricostruito, Fontana aveva commissionato quel contenuto utilizzando un falso profilo social, con l'obiettivo di venderlo sulla piattaforma.

Dopo l'omicidio, l'uomo acquistò un'accetta e un seghetto e fece a pezzi il corpo della vittima, arrivando a dividerlo in 23 parti. Conservò i resti in un congelatore per oltre due mesi, utilizzando nel frattempo il cellulare della giovane per rispondere ai messaggi di parenti e amici fingendosi lei. Non riuscendo a bruciare i resti, li abbandonò in sacchi neri in un dirupo a Borno, in provincia di Brescia, dove vennero ritrovati il 29 marzo 2022.

Prima della sentenza, Fontana era intervenuto con dichiarazioni spontanee: "Non ho mai potuto organizzare di far del male a lei. Ciò è lontano da ciò che ero e che sono. Mi spiace e mi vergogno, quell'orrore non mi è mai appartenuto, chiedo scusa a tutti". L'uomo è ammesso da tempo alla giustizia riparativa e aveva aggiunto: "Con il passare del tempo realizzo ciò che ho fatto, anche se posso sembrare freddo provo grande dolore dentro di me e non potrò mai riparare al dolore e alla sofferenza causata, ma ci proverò fino ultimo giorno".

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.