Tentato rapimento a Roma, una donna con la foto della bimba si presenta all'asilo di Monteverde

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La dinamica di quanto accaduto mercoledì scorso all’interno della scuola dell’infanzia comunale Guglielmo Oberdan di Largo Ravizza, nel cuore del quartiere Monteverde a Roma, presenta contorni sufficientemente precisi per delineare la preoccupante strategia messa in atto da una donna, al momento non identificata, che ha tentato di portare via con sé una bambina di tre anni. L’episodio, sul quale gli inquirenti mantengono il massimo riserbo operativo, è stato ricostruito grazie alla tempestività e alla professionalità del personale docente, la cui prontezza ha di fatto sventato quello che potrebbe essere stato un rapimento. Poco prima dell’orario di uscita, una persona mai vista in precedenza si è introdotta negli spazi dell’istituto e, qualificandosi come babysitter, ha esplicitamente richiesto di poter prelevare una specifica alunna, mostrando anzi agli insegnanti la fotografia della piccola salvata sul proprio telefono cellulare.

È stato proprio quel gesto, accompagnato da un atteggiamento giudicato fin da subito evasivo e poco trasparente, a far scattare il campanello d’allarme nella mente delle maestre, le quali hanno prontamente avviato le procedure di verifica. Richiedendo un documento di identità che potesse avvalorare quanto dichiarato, il personale ha messo la sconosciuta di fronte alla necessità di dimostrare il suo ruolo, ma la reazione è stata diametralmente opposta a quella di una persona in regola: la donna ha dapprima tentato di sottrarsi, fingendo in seguito di non comprendere la lingua italiana e, approfittando di un momento di confusione, si è allontanata frettolosamente facendo perdere le proprie tracce prima che potessero sopraggiungere le forze dell’ordine, allertate immediatamente dopo. Solo più tardi i genitori, contattati dalla scuola e giunti sul posto, hanno potuto chiarire l’equivoco, confermando di non aver mai conferito alcun incarico di ritiro a terze persone e ribadendo come quella donna fosse per loro una completa estranea.

La vicenda si carica di ulteriori elementi di complessità e inquietudine per la presenza di un dettaglio che gli investigatori stanno valutando con la massima attenzione: la fotografia della bambina, prontamente mostrata dalla falsa babysitter come presunta prova della sua attendibilità. Questo particolare lascia supporre che l’azione non sia stata affatto improvvisata, ma al contrario pianificata, sollevando interrogativi sulle modalità con cui la donna possa essere entrata in possesso di quell’immagine, se attraverso un pedinamento nei dintorni della scuola, dove magari la bimba era solita giocare, oppure tramite la ricognizione di profili social, pubblici o privati che fossero, dei familiari. Le indagini, coordinate dalle forze di polizia, si concentrano ora sull’analisi di eventuali sistemi di videosorveglianza presenti nella zona di Largo Ravizza e sulle strade limitrofe, al fine di ottenere un fotogramma o un filmato che possa restituire le fattezze della fuggitiva, della quale al momento non si hanno descrizioni fisiche dettagliate né, tantomeno, una chiara identificazione anagrafica.

Un secondo episodio nel quartiere e le richieste istituzionali

A rendere il clima ancora più teso tra le mura domestiche e nelle chat dei genitori delle scuole del Municipio XII è la notizia, emersa nelle stesse ore, di un altro tentativo, dalle caratteristiche similari, verificatosi in un diverso plesso della stessa area urbana, la scuola Lola Di Stefano di Colli Portuensi. Sebbene le autorità stiano ancora verificando l’eventuale collegamento diretto tra i due episodi, entrambi sventati dalla cautela del personale, la coincidenza temporale ha inevitabilmente acuito la percezione di un’emergenza sicurezza, sollecitando l’intervento dei rappresentanti istituzionali locali. Fabrizio Santori, capogruppo della Lega in Assemblea Capitolina, ha formalmente richiesto al Campidoglio un potenziamento dei controlli, proponendo in particolare l’istallazione di ulteriori telecamere e un rafforzamento della sorveglianza negli orari di ingresso e uscita, ritenuti i momenti più delicati della giornata scolastica.

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