Israele nelle alture del Golan, un ritorno dopo decenni

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Per la prima volta dalla guerra del Kippur del 1973, le forze israeliane sono rientrate in territorio siriano, schierando truppe sul versante del Golan sotto il controllo di Damasco. Secondo quanto riportato da Canale 12, i soldati israeliani, equipaggiati con pesante abbigliamento invernale, hanno penetrato fino a 14 chilometri dal confine, una mossa difensiva che ha suscitato reazioni internazionali.

L'Arabia Saudita ha condannato l'avanzata delle truppe israeliane nella zona cuscinetto delle alture siriane del Golan, definendo l'operazione come un sabotaggio delle possibilità della Siria di riconquistare la sua integrità territoriale. Israele, dal canto suo, ha comunicato all'ONU che la zona cuscinetto è da considerarsi limitata e temporanea.

Dalla vetta del monte Hermon, punto più a nord della Terra Promessa secondo la Bibbia, si domina tutto il territorio circostante. Da lì, si può osservare il Libano, dove Hezbollah muove miliziani e armi, e soprattutto la Siria, ora in preda al caos. Damasco, distante poche decine di chilometri, rappresenta un obiettivo strategico per l'esercito israeliano.

Due giorni fa, con l'arrivo dei ribelli nella capitale siriana e la presa di Quneitra, al confine, l'IDF (Forze di Difesa Israeliane) è entrata nella zona demilitarizzata del Golan, schierando carri armati e fanteria.

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