Borsa e petrolio, le tensioni in Iran riportano volatilità sui mercati

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Le nuove tensioni tra Iran e Stati Uniti riportano pressione sulla Borsa e spingono ancora una volta il petrolio verso l’alto, con i future europei e americani attesi in ribasso dopo i record segnati da Wall Street nella seduta precedente. Il Brent è tornato sopra i 97 dollari con un rialzo del 3%, mentre il Wti è risalito oltre quota 90 dollari, segnando un progresso del 3,3% fino a 91,6 dollari al barile. A muovere i mercati sono state le notizie arrivate nella notte, con quattro droni d’attacco iraniani abbattuti dagli Stati Uniti e nuovi raid nel sud dell’Iran, mentre i Pasdaran hanno dichiarato di aver colpito una base americana.

Le Borse europee hanno aperto in territorio negativo, confermando il clima di forte volatilità che continua a caratterizzare i mercati internazionali. Gli investitori sono tornati rapidamente a concentrarsi sul rischio geopolitico e sulle possibili conseguenze per il settore energetico. La seduta segue un brusco cambio di scenario rispetto alla giornata precedente, quando le indiscrezioni su un possibile accordo tra Washington e Teheran avevano sostenuto gli acquisti sui listini azionari e favorito un raffreddamento dei prezzi del greggio. L’ipotesi di un’apertura dello stretto di Hormuz entro 30 giorni aveva alimentato aspettative di maggiore stabilità, ma la successiva smentita arrivata nel tardo pomeriggio ha invertito il sentiment dei mercati.

Petrolio in rialzo e mercati condizionati dal rischio geopolitico

Il ritorno delle tensioni in Medio Oriente ha riacceso i timori sulle forniture energetiche e riportato il petrolio al centro dell’attenzione finanziaria. Il rialzo del greggio è stato accompagnato da acquisti sul dollaro, mentre il prezzo dell’oro è sceso, segnale di un mercato che continua a muoversi rapidamente tra ricerca di protezione e prese di profitto. La reazione delle piazze finanziarie europee riflette un contesto ancora estremamente instabile, dove ogni aggiornamento sul fronte diplomatico o militare modifica l’orientamento degli investitori nel giro di poche ore.

La volatilità resta infatti strettamente legata all’evoluzione del confronto tra Stati Uniti e Iran. Le indiscrezioni su un possibile accordo avevano ridotto temporaneamente la pressione sui prezzi energetici, ma i nuovi attacchi e le dichiarazioni diffuse nelle ultime ore hanno riaperto uno scenario di incertezza. In questo contesto, i future sui principali indici europei hanno mostrato debolezza già prima dell’avvio degli scambi, mentre anche i listini statunitensi sono indicati in calo dopo i massimi toccati nella seduta precedente.

L’analisi tecnica del petrolio guarda alla soglia dei 100 dollari

Dal punto di vista tecnico, il Crude Oil future con scadenza luglio 2026 sta tentando un recupero dopo la correzione delle ultime sedute. Il contratto si è riportato vicino alla resistenza di breve periodo collocata a 93 dollari, livello considerato decisivo per confermare un possibile rimbalzo. Secondo l’analisi tecnica, il superamento di questa barriera potrebbe alleggerire la pressione ribassista e favorire un ritorno verso la soglia psicologica dei 100 dollari al barile.

Gli indicatori algoritmici mostrano però un quadro ancora prudente. Gli strumenti di tendenza restano orientati in posizione short, mentre l’Rsi ha tagliato al ribasso la linea dei 50 punti. Anche lo Stocastico continua a muoversi nell’area di ipervenduto, elemento che segnala una fase di debolezza ancora presente nonostante il recupero registrato nella mattinata. L’andamento del petrolio continua così a riflettere non solo i movimenti tecnici del mercato, ma soprattutto l’incertezza geopolitica che nelle ultime ore ha nuovamente cambiato il quadro internazionale.

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