Trump monitora l'uragano Erin mentre la East Coast si prepara all'impatto

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   L’uragano Erin, che ha riacquisito potenza nelle ultime ore muovendosi lentamente verso la costa medio-atlantica, mantiene la sua forza di categoria 2 con venti che soffiano fino a 180 chilometri orari. Tuttavia, come riportano gli esperti del National Hurricane Center, esiste la concreta possibilità – nelle prossime ore – di un’ulteriore intensificazione che potrebbe portarlo alla soglia dei cosiddetti “grandi uragani”. Le prime avvisaglie della sua furia, del resto, si sono già manifestate sulle Outer Banks della Carolina del Nord, dove la violenta mareggiata e le onde hanno reso necessaria la chiusura di diversi tratti stradali e collegamenti, anticipando quelli che potrebbero essere gli effetti più devastanti.

Sebbene le proiezioni ufficiali indichino che il nucleo del ciclone – le cui spettacolari e al contempo minacciose immagini sono state catturate dalla Stazione Spaziale Internazionale – non dovrebbe impattare direttamente il litorale, gli effetti indiretti sono ritenuti estremamente pericolosi. Si prevedono, infatti, onde alte fino a sette metri e mareggiate in grado di invadere con violenza le strade costiere, generando quelle pericolosissime “onde di marea improvvise” che penetrano con rapidità nell’entroterra. Una minaccia, questa, che ha già spinto le autorità locali a diramare ordini di evacuazione per alcune zone particolarmente esposte delle isole al largo del North Carolina.

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