Un royal wedding per allontanare l’ombra: Peter Phillips sposa Harriet Sperling il 6 giugno
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Redazione Cultura e Spettacolo
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C’è una data, finalmente, che non appartiene al registro cupo delle cronache giudiziarie o ai bollettini medici che da troppo tempo accompagnano il nome di Windsor. Il 6 giugno 2026, nella chiesa di All Saints a Kemble, nel Gloucestershire, Peter Phillips, primogenito della principessa Anna e del capitano Mark Phillips, sposerà Harriet Sperling, un’ex infermiera di 45 anni la cui discrezione – finora – è stata spezzata solo dall’eleganza calibrata di ogni sua apparizione pubblica. Non è stato semplice, come si può immaginare, ottenere il via libera definitivo. Prima di fissare la ricorrenza, i due fidanzati hanno dovuto informare non soltanto i sovrani regnanti, ma anche i Principi del Galles, William e Catherine, senza dimenticare il necessario benestare della Chiesa anglicana, che in queste unioni matrimoniali – soprattutto quando si ha a che fare con membri della famiglia reale – non concede mai nulla di scontato.
Una cerimonia privata nella tenuta di Gatcombe, lontano dai riflettori di Londra
A differenza di altri matrimoni dinastici costruiti come eventi mediali totali, le seconde nozze di Phillips – già padre di due figlie avute dall’ex moglie Autumn Kelly – avranno un carattere volutamente riservato. La cerimonia si terrà presso la chiesa di All Saints a Kemble, vicino a Cirencester, a due passi da Gatcombe Park, la residenza di famiglia che la principessa Anna considera il suo rifugio campestre. Non c’è ancora una lista ufficiale degli invitati, ma si presume che tra i banchi siederanno i genitori dello sposo, la sorella Zara Tindall con il marito Mike, e forse qualche volto noto della cerchia più ristretta. Quello che manca, volutamente, è ogni annuncio riguardante la presenza del principe Harry, il quale – nonostante i fragili tentativi di riavvicinamento degli ultimi mesi – resta ancora un’incognita in molte agende familiari.
Harriet Sperling, l’infermiera che ha imparato a competere con Middleton e Markle
Da quando è comparsa sulla scena, la futura nuora della principessa Anna non ha mai sbagliato un outfit. Lo si può dire senza timore di smentita: ogni sua uscita pubblica è stata un piccolo trattato di stile personale, un equilibrio misurato tra rigore britannico e tocchi contemporanei. Al punto che molti osservatori di costume hanno iniziato a considerarla una candidata credibile per competere – si fa per dire – non solo con Kate Middleton, da sempre punto di riferimento per l’eleganza istituzionale, ma persino con Meghan Markle, la cui cifra estetica resta più audace e hollywoodiana. La Sperling, 45 anni, figlia del defunto Rupert Sanders e di Mary Sanders del Gloucestershire, ha dimostrato di possedere quella rara dote che trasforma un abito in una dichiarazione tacita: la consapevolezza. Nessuna sbavatura, nessun eccesso. Solo una linea pulita che ha già fatto breccia nei cronisti di moda, pronti a decretare l’ingresso di una nuova fashion icon nella royal family proprio il giorno delle nozze.
Un anno buio per Windsor, una luce accesa a Cirencester
Il contesto, va detto, non è dei più allegri. Tra inchieste incrociate, rivelazioni affidate a memoir non proprio benevoli e qualche vecchio scheletro giudiziario riemerso dagli archivi, il 2026 si era aperto con i peggiori auspici per la monarchia. Ecco perché l’annuncio di questo royal wedding – asciutto, quasi minimalista nello stile comunicativo – suona come una boccata d’ossigeno calcolata. «Il signor Peter Phillips, figlio di Sua Altezza Reale la Principessa Anna e del Capitano Mark Phillips, e la signora Harriet Sperling, figlia del defunto signor Rupert Sanders e della signora Mary Sanders del Gloucestershire, hanno annunciato oggi la data del loro fidanzamento». Nessuna sbavatura retorica, nessuna dichiarazione d’intenti. Solo i fatti. E quei fatti dicono che il 6 giugno, per poche ore, non si parlerà di tribunali né di intercettazioni. Si parlerà di un uomo di 48 anni e di una donna che ha saputo aspettare il suo tempo, lontano dai flash. Che poi sia anche un’abile mossa mediatica o solo l’ennesimo tentativo di tenere insieme i pezzi di una famiglia complessa, lo si potrà valutare dopo. Per ora, resta la data.




