Re Carlo e Camilla aprono il Royal Ascot 2026, tra corse, nuovi ingressi e diplomazia ippica

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Con la consueta, impeccabile ritualità che da secoli scandisce il calendario mondano britannico, Re Carlo III e la regina Camilla hanno dato il via alla edizione 2026 del Royal Ascot, il celebre meeting ippico che si tiene nella brughiera del Berkshire, a due passi dal castello di Windsor.

Le immagini della Royal Procession, la sfilata in carrozza che apre ogni giornata di corse, hanno ritratto i sovrani nel primo landau, accompagnati dal duca e dalla duchessa di Wellington, mentre il seguito dei reali, tra cui la principessa Anna e i neo sposi Peter Phillips e Harriet Sperling, li attendeva nelle vetture successive per il tradizionale ingresso trionfale davanti al pubblico in tribuna.

L'esordio ufficiale di Harriet Sperling e la "nuova" signora Phillips

Se la presenza dei reali è una costante immutabile, a catalizzare l'attenzione dei cronisti e degli appassionati del settore è stato quest'anno l'esordio ufficiale di Harriet Sperling, che ha fatto il suo ingresso nella famiglia reale a tutti gli effetti come nuova signora Phillips. Sposata con Peter Phillips, figlio della principessa Anna, meno di due settimane fa, Harriet ha debuttato nei ranghi ufficiali del Royal Enclosure indossando un elegante abito celeste di Suzannah London e sfoggiando il suo nuovo nome, apparendo per la prima volta nelle liste della processione come "Mrs.

Peter Phillips". La sua presenza, già annunciata lo scorso anno come semplice accompagnatrice, ha acquisito una risonanza diversa dopo le nozze celebrate nel Cotswolds, suggellando il suo ruolo all'interno del nucleo familiare più stretto e offrendo un'immagine di rinnovata continuità, sebbene le defezioni di altri membri abituali, come le principesse Beatrice ed Eugenia, abbiano comunque segnato l'evento.

Le sorprese del primo giorno: Bow Echo e l'ombra della delusione reale

La competizione sul rettilineo finale ha riservato anche qualche colpo di scena, che ha inevitabilmente influenzato l'umore degli allevatori e dei proprietari presenti nel recinto d'onore. Il favorito Bow Echo, imbattuto in carriera, ha confermato le aspettative vincendo il St James's Palace Stakes, seppur di testa corta, resistendo all'assalto finale di Gstaad in una volata che ha tenuto col fiato sospeso gli spettatori fino alla foto finish.

Tuttavia, quello che doveva essere un pomeriggio di gloria per la scuderia reale si è trasformato in una piccola delusione, con il cavallo di proprietà del sovrano che non ha risposto ai pronostici più ottimistici, venendo battuto sul filo di lana in una delle gare di cartello, un esito che ha gelato l'entusiasmo iniziale e che, inevitabilmente, farà discutere gli addetti ai lavori sui programmi futuri dell'atleta.

L'ippica italiana in vetrina all'ambasciata di Londra

In un perfetto parallelo tra sport e diplomazia, la vigilia del Royal Ascot è stata il palcoscenico di un evento dedicato al settore dell'ippica italiana, "Italian and British Horse Racing: Heritage, Culture and Sport", ospitato presso l'ambasciata d'Italia a Londra. L'iniziativa, che ha attirato l'interesse dei principali operatori britannici e internazionali, ha rappresentato una vetrina strategica per l'Italia, con l'obiettivo dichiarato di valorizzare non solo la dimensione agonistica, ma anche le ricadute economiche e imprenditoriali di un settore in cerca di rilancio.

L'occasione ha permesso di gettare le basi per una cooperazione più stretta con il Regno Unito, esplorando nuove prospettive di partenariato privato e mettendo in luce le tradizioni condivise, a partire dalla storica Corsa dell'Arno, la più antica d'Italia che nel 2027 festeggerà la sua duecentesima edizione, testimoniando un legame profondo che affonda le radici nel XVIII secolo.

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