L'impatto dei dazi di Trump sull'export italiano: i dati di agosto
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Redazione Economia
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Le statistiche Istat di agosto, il primo mese a risentire pienamente delle nuove barriere commerciali volute dall'amministrazione statunitense, dipingono un quadro allarmante per l'export italiano. I dati, che segnano il calo più severo degli ultimi quattro anni, rivelano un vero e proprio crollo delle spedizioni verso gli Stati Uniti, precipitate del 21,2%, e un ridimensionamento generale dell’8,1% sui mercati extra Ue. Questa frenata improvvisa e di forte intensità è attribuita quasi esclusivamente all'innalzamento dei dazi deciso da Washington, che ha innescato una fase di turbolenza negli scambi globali.
Settori in calo e in controtendenza
La contrazione, in un contesto internazionale già complesso, ha colpito in modo disomogeneo. A trainare il ribasso sono stati i beni strumentali, in calo del 16,7%, seguiti dai beni di consumo durevoli (-9,4%) e non durevoli (-7,8%). Questi pesanti decrementi sono stati solo parzialmente bilanciati dalla performance positiva di alcuni comparti, come l’energia, cresciuta del 5,9%, e i beni intermedi, che hanno segnato un +2,2%.
Le ripercussioni sul territorio
Gli effetti della nuova politica commerciale americana iniziano a mostrarsi anche a livello locale. In Emilia-Romagna, regione storicamente orientata all'export, l'analisi di Unioncamere rileva un'ulteriore flessione. Tra aprile e giugno, il valore delle esportazioni si è contratto dell’1,7% rispetto allo stesso periodo del 2024, attestandosi a 21,6 miliardi di euro. Un dato che risulta particolarmente significativo se confrontato con l'andamento positivo, seppur lieve, dell'export nazionale nello stesso arco temporale.
L'accordo Ue-Usa come bussola
In questo scenario, acquista particolare rilievo l'intesa siglata tra Stati Uniti e Unione Europea lo scorso agosto, di cui a fine settembre sono state pubblicate le regole attuative. Questo accordo fornisce alle imprese un quadro di riferimento più certo e stabile, rappresentando uno strumento cruciale per proteggere i produttori europei dalle conseguenze più aspre della guerra commerciale.
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