Figure ai e il nuovo lavoro sporco: robot umanoidi capaci di rifare il letto e turni da 8 ore
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Scienza e Tecnologia
-
La startup americana Figure AI ha pubblicato una nuova dimostrazione che segna un passo significativo nella robotica umanoide, proprio mentre la diretta streaming dei suoi stabilimenti continua a macinare ore di lavoro autonomo. Due robot Figure 03, equipaggiati con il sistema Helix-02, sono stati ripresi mentre riordinavano in autonomia una camera da letto completa in meno di due minuti; un’impresa resa possibile da un’architettura neurale capace di coordinare arti, equilibrio e presa senza un’intelligenza centrale che impartisca ordini passo dopo passo. Nel filmato, diventato virale per la sua ordinarietà, le due macchine si posizionano ai lati opposti del materasso: sollevano il piumone, lo stendono e correggono persino le pieghe, lavorando cioè sullo stesso oggetto deformabile senza scambiarsi messaggi né ricevere assistenza da un operatore umano. A rendere tutto più sorprendente, spiegano i tecnici di Figure, è l’assenza di una regia centrale: ogni gesto nasce dall’elaborazione locale dei sensori e da una policy Vision-Language-Action che unifica percezione e movimento.
Lavoratori instancabili, sostituiti alla bisogna
La dimostrazione non si limita però alla bravura casalinga: la società ha esteso l’esperimento a un ciclo produttivo continuo, mostrando come gli umanoidi possano operare per turni di otto ore senza sosta e con prestazioni paragonabili a quelle umane. Nella diretta video, che ormai supera le tredici ore consecutive, si vede chiaramente il meccanismo di sostituzione automatica: quando la batteria di un Figure 03 è agli sgoccioli, il sistema Helix-02 ne richiama un altro esemplare identico, il quale riprende immediatamente il lavoro senza che la linea si fermi. È quanto accade, per esempio, nello smistamento dei pacchi, dove i robot si avvicendano sul nastro trasportatore come operai instancabili. Il fondatore e amministratore delegato di Figure, Brett Adcock, ha anzi prolungato la prova da otto ore a sette giorni continui, sfidando di fatto chi dubitava dell’affidabilità delle macchine fuori dal laboratorio.
Helix 02 e il controllo totale del Al cuore di questa evoluzione c’è Helix 02, un sistema di controllo che i tecnici descrivono come una “policy unica” per camminare, afferrare e interagire. A differenza dei vecchi robot, che dovevano fermarsi per stabilizzarsi prima di muovere un braccio, gli attuali umanoidi riescono a eseguire più azioni contemporaneamente – proprio come una persona che rifà il letto mentre tiene un piede a terra per non perdere l’equilibrio. Una delle scene più seguite sui social resta proprio quella del letto: i due F.03 non solo sollevano il piumone, ma lo adattano alla superficie irregolare, un’operazione che gli ingegneri definiscono “manipolazione di oggetti deformabili” e che fino a poco tempo fa faceva inciampare la maggior parte dei prototipi. La novità, spiegano i documenti tecnici diffusi dall’azienda, risiede nell’integrazione di sensori tattili nei polpastrelli e di una memoria visiva a brevissimo termine, grazie alla quale il robot “ricorda” dove ha visto l’angolo del lenzuolo anche quando non lo sta più guardando.
Dalle camere da letto ai magazzini senza sosta
Parallelamente ai filmati domestici, l’azienda californiana ha avviato una trasmissione in diretta che mostra il Figure 03 al lavoro su un nastro di smistamento pacchi, ventiquattr’ore su ventiquattro sette giorni su sette. In questo flusso continuo, l’umanoide afferra gli scatoloni, li ruota con l’etichetta in giú (per consentirne la lettura a uno scanner successivo) e li deposita nei contenitori corretti. Quando la batteria – che nella scheda tecnica ufficiale garantisce circa cinque ore di autonomia – si avvia all’esaurimento, il robot si dirige verso una piastra di ricarica a induzione, dove rimane un’ora. Al suo posto subentra un collega meccanico, e l’operazione riprende. Gli stessi ingegneri ammettono che non mancano i piccoli intoppi: durante la diretta qualche pacco è caduto o è stato posizionato al contrario. In un’occasione, ripresa e commentata dagli utenti, un robot ha perso per qualche secondo la coordinazione, muovendosi come se fosse su una moto immaginaria. Figure, dal canto suo, non interviene mai a distanza: la regia è affidata interamente ai sensori di bordo e all’algoritmo, in quella che l’azienda definisce la prima dimostrazione su larga scala di “autonomia rea completa”.




