Il peso della neve, la furia della valanga: Courmayeur e Gressoney sotto la minaccia dei distacchi
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Un boato, poi il bianco che inghiotte tutto. Le immagini che arrivano da Courmayeur, diffuse da MeteoValle d'Aosta, mostrano la potenza inesorabile di una valanga staccatasi sotto il Dente del Gigante, e in quei fotogrammi, girati probabilmente da chi conosce bene il rischio e la necessità di documentarlo, c'è la sintesi perfetta di ciò che significa convivere con la montagna in queste ore: un misto di spettacolo e pericolo incombente. Non si è trattato di un evento naturale imprevisto, bensì di un distacco programmato, una di quelle operazioni di bonifica che si rendono necessarie per alleggerire i pendii da un carico nevoso divenuto ormai insostenibile. La pagina di divulgazione meteorologica, nel condividere il video, ha accompagnato le immagini con un monito che suona come un ordine secco per chi frequenta le piste o, peggio, le aree fuori pista: il pericolo valanghe, in questo momento, raggiunge il livello 4 su una scala che arriva a 5 lungo tutte le dorsali di confine. Un avvertimento che invita a non avventurarsi al di fuori dei tracciati battuti, dove la neve, instabile e traditrice, aspetta solo un pretesto per precipitare a valle.
E mentre a Courmayeur si faceva brillare la neve per domarla, poche ore prima e a pochi chilometri di distanza, la montagna aveva già reclamato la sua vittima. Il protagonista di questa ennesima, drammatica storia di sopravvivenza si chiama Alfonso Flostergher, un 44enne di origine milanese che lavora per una struttura alberghiera in Valle d'Aosta. Nel pomeriggio di giovedì 12 febbraio, sopra l'abitato di Gressoney-La-Trinité, Flostergher stava percorrendo un sentiero innevato quando il lastrone su cui poggiava i piedi si è staccato. Trascinato dalla furia bianca, l'uomo è finito sepolto sotto un metro e mezzo di neve. Le gambe, nella caduta, gli si sono incastrate nel letto ghiacciato di un torrente, e l'acqua gelida che gli lambiva gli arti inferiori deve aver reso quelle che sarebbero state tre ore di agonia ancora più atroci. Un dettaglio, quest'ultimo, che aggiunge un ulteriore strato di disperazione a una situazione già al limite: il freddo che penetra, l'immobilità forzata, la pressione della neve sul.
Una bolla d'aria e una telefonata: così è iniziato il soccorso a Gressoney
La tecnologia, in circostanze del genere, può fare la differenza tra la vita e la morte, e nel caso di Flostergher è stata proprio la tenacia della connessione a giocare un ruolo cruciale. Seppellito, incapace di muoversi, l'uomo ha potuto comporre il numero del 112 solo perché attorno al suo volto, fortunosamente, si era creata una bolla d'aria. Quella sottile intercapedine, formatasi chissà per quale gioco di pressioni e consistenze della neve, gli ha permesso di respirare e, soprattutto, di urlare la sua paura al telefono. "Sto soffocando, sto soffocando", sono state le parole, cariche di un'angoscia palpabile, che gli operatori della centrale d'emergenza hanno sentito echeggiare nella cornetta, innescando così una complessa e delicata macchina dei soccorsi. Un grido che è diventato subito la bussola per i tecnici del Soccorso alpino, chiamati a individuare con precisione il punto in cui si trovava l'uomo, sepolto e invisibile in un paesaggio reso omogeneo e spietato dalla slavina.
L'operazione per trarlo in salvo si è protratta per circa tre ore, un lasso di tempo interminabile durante il quale i soccorritori hanno dovuto lavorare con la massima cautela, consapevoli che ogni movimento avrebbe potuto peggiorare le condizioni della vittima o causare ulteriori cedimenti. Le sue gambe, bloccate nel torrente, rappresentavano un'ulteriore complicazione, obbligando le squadre a scavare con una precisione quasi chirurgica per liberarlo senza provocargli danni irreparabili. La notizia del suo salvataggio, al termine di quelle ore di tensione, ha portato un sospiro di sollievo in una giornata che, per altri versi, continuava a mostrare il volto più duro e inflessibile dell'inverno alpino. Le operazioni di distacco artificiale a Courmayeur e il salvataggio di Flostergher sono due facce della stessa medaglia: da un lato la prevenzione, dall'altro la lotta disperata contro un evento che la prevenzione non ha potuto fermare.
description: Il video di una gigantesca valanga sotto il Dente del Gigante a Courmayeur mentre a Gressoney un uomo viene salvato dopo tre ore sotto la neve.




