Strage di Altavilla Milicia, condannata a 12 anni la figlia di Barreca
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Redazione Interno
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La figlia minorenne di Giovanni Barreca è stata condannata a 12 anni e 8 mesi di reclusione per il suo ruolo nella strage di Altavilla Milicia, un fatto di cronaca nera che ha sconvolto la Sicilia e non solo. La giovane, che al momento dei fatti aveva 17 anni, è stata ritenuta capace di intendere e di volere dal gip dei minori Nicola Aiello, come emerso da una perizia psichiatrica che ha confermato la sua piena consapevolezza durante gli eventi.
La tragedia, avvenuta poco più di un anno fa, ha visto coinvolti, oltre alla ragazza, il padre Giovanni Barreca e una coppia di amici, Sabrina Fina e Massimo Carandente, tutti accusati di aver partecipato a un delirante rito di esorcismo culminato nella morte di Antonella Salamone, moglie di Barreca, e dei due figli Kevin ed Emanuel, rispettivamente di 16 e 5 anni. Le vittime, secondo quanto accertato dalle indagini, furono sottoposte a torture prima di essere uccise, in un contesto di fanatismo religioso che ha lasciato sgomenta l’opinione pubblica.
La figlia di Barreca, il cui nome non è stato reso noto per motivi legali, aveva confessato il proprio coinvolgimento nel crimine, ammettendo di aver partecipato agli atti di violenza e all’occultamento dei cadaveri. Durante il processo, il gup ha valutato attentamente le circostanze del caso, tra cui l’età della giovane e il contesto familiare in cui è cresciuta, ma ha ritenuto di non poter prescindere dalla gravità dei fatti commessi.
La sentenza, emessa dal tribunale dei minori di Palermo, rappresenta un passaggio cruciale nel percorso giudiziario legato a questa vicenda, che ha già visto il padre e i due complici affrontare un processo separato. La condanna a 12 anni e 8 mesi, sebbene inferiore a quella riservata agli adulti coinvolti, riflette la volontà di bilanciare il principio di rieducazione proprio del sistema penale minorile con l’esigenza di giustizia per le vittime e i loro familiari.




