La guerra dei lettini a bordo piscina: turista inglese si vendica e lancia via i teli mare lasciati per ore

La guerra dei lettini a bordo piscina: turista inglese si vendica e lancia via i teli mare lasciati per ore
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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   È un comportamento che, chiunque abbia messo piede in un resort estivo durante l'alta stagione, conosce fin troppo bene. La pratica, al limite del grottesco, di occupare i lettini a bordo piscina con teli mare per ore intere, senza mai utilizzarli, ha trovato una nemica giurata nella turista inglese Ellie McAdams.

In vacanza a Tenerife, la donna ha deciso di passare dalle parole ai fatti, scatenando una reazione a catena che, come spesso accade in questi casi, è diventata virale sui social network dopo la pubblicazione di un video che la ritrae mentre toglie gli asciugamani dai lettini lasciati deserti per buona parte della giornata.

Secondo il racconto della stessa McAdams, documentato nei filmati che hanno fatto il giro del web, la situazione a bordo della piscina della sua struttura ricettiva era ormai insostenibile.

La caccia al posto al sole, un rito quotidiano che trasforma il momento del relax in una frustrante gara di resistenza, era diventata impossibile già nelle prime ore del mattino. "Abbiamo girovagato senza meta tutta la mattina per trovare un lettino", ha spiegato la turista, "e poi abbiamo notato che ce n'erano diversi liberi proprio a bordo piscina. Erano liberi da quattro ore. Cosa abbiamo fatto? Abbiamo tolto i loro asciugamani e ci siamo seduti".

Un gesto plateale che, a giudicare dalla diffusione del video, ha trovato un'ampia fetta di pubblico dalla sua parte, trasformando la McAdams in un'eroina per tutti coloro che hanno subito la medesima angheria.

Il fenomeno dei teli mare e le corse all'alba

Quella messa in atto a Tenerife non è che l'ultimo, eclatante episodio di una pratica ormai consolidata che accompagna le vacanze estive nei grandi hotel e villaggi turistici. La "guerra dei lettini" è un fenomeno che si ripete identico ogni anno, spesso immortalato in video che mostrano turisti in preda alla corsa all'alba per assicurarsi un posto a bordo piscina per tutta la famiglia, per poi abbandonarlo con il solo telo a fare da segnaposto.

La dinamica, definita dalla turista inglese come "maleducata ed egoista", è talmente radicata che ha ormai superato i confini degli arcipelaghi più famosi, raggiungendo anche le coste spagnole. Un utente di TikTok, @joselu6241, ha recentemente pubblicato un video che ritrae la folla di persone assembrate intorno agli ingressi della piscina di un hotel a Roquetas de Mar, in Andalusia, attendendo l'apertura per scattare nella ressa dei lettini.

Le regole interne dei resort e l'assenza di una norma universale

Dal punto di vista strettamente normativo, la questione della prenotazione selvaggia dei lettini si muove in un vuoto legislativo. Non esiste, infatti, una legge internazionale o un regolamento universale che disciplini l'occupazione degli spazi comuni nelle strutture ricettive, lasciando di fatto ai singoli hotel, villaggi e resort la facoltà di adottare politiche interne differenti.

Alcune catene alberghiere, per arginare il fenomeno e garantire un uso più equo delle proprie aree piscina, hanno introdotto sistemi di controllo a tempo, rimuovendo gli effetti personali dopo un certo periodo di assenza, mentre altre strutture si limitano a suggerire ai propri ospiti un comportamento più rispettoso, senza però applicare sanzioni.

La verifica delle regole specifiche adottate da ciascuna struttura, in ogni caso, resta un passaggio cruciale che gli ospiti dovrebbero compiere al momento del check-in per evitare spiacevoli sorprese o, al contrario, per sapere quali strumenti hanno a disposizione per tutelarsi da comportamenti incivili.

L'episodio di Ellie McAdams, al di là della sua risonanza mediatica, riporta l'attenzione su un aspetto che mina profondamente la qualità del soggiorno in molte località turistiche. La reazione della turista inglese, che ha fisicamente rimosso i teli mare per riappropriarsi di uno spazio libero, rappresenta una risposta diretta, e per molti condivisibile, a un'abitudine che trasforma la vacanza in un campo di battaglia, dove il relax lascia il posto allo stress e alla competizione per un bene comune che dovrebbe essere sinonimo di ozio e spensieratezza.

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