Torre del Greco, il ricordo del poliziotto superstite: «Aniello è morto mentre mi proteggeva»
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Redazione Interno
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La notte tra venerdì e sabato, un violento impatto stradale a Torre del Greco ha stroncato la vita dell’assistente capo coordinatore Aniello Scarpati, interrompendo bruscamente il servizio di pattuglia durante il quale, stando alle prime ricostruzioni, l’agente avrebbe perso la vita mentre tentava di bloccare uno scooter. La dinamica, ancora al centro degli accertamenti, vede coinvolto un Suv che, secondo alcune testimonianze raccolte tra le minorenni presenti a bordo del veicolo privato, stava a sua volta inseguendo un motociclo. L’incidente, che ha provocato la morte immediata del poliziotto e il ferimento del suo collega, ha scatenato una profonda ondata di cordoglio, la quale si è materializzata non solo nelle dichiarazioni ufficiali ma anche nei ricordi personali di chi, come l’agente Ciro Cozzolino, si è trovato al suo fianco in quegli ultimi, tragici istanti.
Il ricordo del collega superstite
«Quando ero di pattuglia con Aniello ero tranquillo, perché lui era esperto e mi diceva sempre "non ti preoccupare, ti copro io le spalle"». È questo il primo, straziante ricordo di Ciro Cozzolino, il poliziotto sopravvissuto allo schianto, che ha dipinto la figura del collega come un pilastro di sicurezza e professionalità. Le sue parole, che riecheggiano una promessa di protezione, assumono un significato tragico e definitivo alla luce dell’epilogo: «Ed è così che l'ho visto dopo l'incidente: era alle mie spalle, mi stava proteggendo». Una dichiarazione che, al di là del dolore, delinea con precisione la dinamica dell’incidente e il carattere di un uomo che ha mantenuto il suo impegno fino all’estremo sacrificio, lasciando un vuoto incolmabile tra le file della polizia e in coloro che lo conoscevano.
L'ultimo saluto nella caserma
Da oggi e fino a domani, la camera ardente allestita alla caserma Nino Bixio del IV Reparto Mobile di Napoli, in via Monte di Dio, accoglie quanti desiderano rendere l’ultimo omaggio ad Aniello Scarpati. La bara, avvolta in un tricolore, è divenuta il simbolo di una vita spezzata nell’adempimento del dovere, attirando un flusso costante di colleghi, amici e cittadini comuni. La scelta di ospitare le esequie nella Chiesa evangelica Adi, in via Frà Gregorio Carafa, dove i funerali saranno celebrati mercoledì alle 10.30, sottolinea la solennità di un addio che trascende la cerimonia istituzionale per diventare un momento di raccoglimento collettivo.
Il lutto cittadino e le indagini
Il Comune di Torre del Greco, riconoscendo la portata della tragedia, ha proclamato il lutto cittadino per domani, in concomitanza con le esequie dell’assistente capo coordinatore. Mentre la città si ferma per onorare la memoria di Scarpati, le indagini sulla sciagura procedono per fare piena luce sulle responsabilità. Gli investigatori, che stanno esaminando ogni dettaglio per ricostruire la sequenza esatta degli eventi, si trovano a dover fare i conti con una verità complessa, dove le dichiarazioni delle minorenni a bordo del Suv si intrecciano con i rilievi tecnici e la dinamica dell’urto, il quale ha visto la volante venir travolta in circostanze ancora da chiarire compiutamente.




