Caso hacker, violati i server del Viminale e una mail di Mattarella

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L'indagine sugli hacker, gestita dalla procura di Milano, potrebbe essere solo all'inizio, come ha spiegato ieri il procuratore nazionale antimafia Gianni Melillo. I computer e il materiale informatico sequestrato durante le perquisizioni in Italia e all'estero "parleranno" e riveleranno la vera mole di informazioni, dati e il modus operandi dell'organizzazione che ruotava attorno all'agenzia Equilize srl. Nella lunga lista di indagati emersa dall'inchiesta banche dati, che venerdì 25 ottobre ha portato agli arresti domiciliari di quattro persone e al sequestro di tre agenzie private di intelligence e spionaggio (Mercury Advisor, Equalize e Develope and go), compare anche il nome di Leonardo Maria Del Vecchio, erede del fondatore e presidente di Luxottica.

Dal lavoro della Direzione distrettuale antimafia della Procura di Milano e dalla Direzione nazionale antimafia sarebbe emerso un "gigantesco mercato di informazioni personali" acquisite in modo illecito attraverso la collaborazione di poliziotti corrotti, hacker e tecnici informatici. Nunzio Samuele Calamucci, uno degli arrestati, avrebbe avuto "a disposizione" un "hard disk contenente ottocentomila Sdi", ossia informazioni acquisite dalla banca dati delle forze dell'ordine. "Ottocentomila Sdi, c'ho di là", diceva intercettato parlando lo scorso gennaio con l'ex poliziotto Carmine Gallo, anche lui arrestato. In un'altra conversazione del novembre 2023, Calamucci avrebbe avuto la preoccupazione di "mettere da parte", ossia trasferire dati, di "sei, sette milioni di chiavette che c'ho io".

L'inchiesta, che ha portato alla luce un sistema di spionaggio e raccolta illecita di dati personali, coinvolge figure di spicco e mette in evidenza la vulnerabilità delle istituzioni e delle forze dell'ordine di fronte a minacce informatiche sempre più sofisticate. Le indagini, che quasi inizieranno ora, promettono di svelare ulteriori dettagli su una rete criminale che ha saputo sfruttare la tecnologia per scopi illeciti, mettendo a rischio la sicurezza e la privacy di migliaia di cittadini.

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