La notte degli Oscar, tra sfarzo e sorprese, il red carpet si tinge di lilla e ricordi

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Il tappeto rosso degli Oscar, si sa, è una passerella che vive di vita propria, parallela a quella del palco del Dolby Theatre dove si consegnano le ambite statuette. La 98esima edizione degli Academy Awards, condotta per il secondo anno consecutivo da Conan O’Brien e svoltasi tra il 15 e il 16 marzo, non ha fatto eccezione, regalando istantanee di moda e momenti di spettacolo destinati a fare il giro del mondo. Mentre One Battle After Another di Paul Thomas Anderson si affermava come il trionfatore della serata con sei premi, tra cui miglior film e miglior regia, l’attenzione di molti era catturata dalle scelte sartoriali e di bellezza dei divi di Hollywood, capaci di trasformare una semplice camminata in una dichiarazione di stile.

L’omaggio alla moda e un palco per la nostalgia

Tra i momenti più chiacchierati della cerimonia, c’è stata senza dubbio la comparsa sul palco di Anne Hathaway al fianco di Anna Wintour, un’apparizione che sapeva di celebrazione e, insieme, di garbata ironia. Le due, chiamate a consegnare il premio per i migliori costumi, hanno rievocato lo spirito de Il diavolo veste Prada a vent’anni dall’uscita del film. Hathaway indossava un abito lungo nero senza spalline, impreziosito da delicati accenti floreali color blush, mentre l’ex direttrice di Vogue, con un austero tailleur bianco e nero e gli immancabili occhiali scuri, ha inscenato una divertita e glaciale indifferenza di fronte alla domanda della attrice sul suo vestito, chiedendo invece di passare direttamente ai nominati. Un siparietto che ha strappato un sorriso e che ha sapientemente mescolato l’attualità della notte con un tuffo nel passato cinematografico recente.

Jessie Buckley e la doppia vittoria in rosso e rosa

Se c’è chi ha vinto sul palco e chi sul red carpet, Jessie Buckley ha realizzato l’accoppiata perfetta. La attrice irlandese, premiata come miglior attrice protagonista per la sua interpretazione in Hamnet, ha incantato tutti con una creazione Chanel che giocava sui contrasti. Un corpetto in pelle rosso sangue, sostenuto e strutturato, lasciava il posto a un’ampia gonna in chiffon rosa cipria, un connubio cromatico che trasmetteva una rara intensità emotiva, lontana dalle più prevedibili scelte sul nero o sull’oro. Una scelta che molti commentatori hanno definito ispirata a un celebre abito di Edith Head indossato da Grace Kelly nel 1956, capace di mettere in luce il volto e il sorriso della attrice piuttosto che la silhouette, e che l’ha definitivamente consacrata come icona di stile di questa stagione dei premi.

L’eleganza discreta di Kate Hudson e il lilla di Chase Infiniti

Tra le candidate nella stessa categoria di Buckley, Kate Hudson ha scelto un percorso opposto, fatto di serenità e fiducia in un nome storico. Fino alla mattina stessa della cerimonia, la attrice non aveva ancora deciso cosa indossare, spinta dal desiderio di evitare l’ansia dell’abito e di sentirsi a proprio agio. Alla fine, la scelta è caduta su una creazione Armani Privé della collezione primavera 2026: un lungo e scintillante abito color giada, impreziosito da un profondo scollo a cuore e un peplo che ne esaltava l’eleganza senza tempo, segnando idealmente l’inizio di un nuovo capitolo della sua carriera più che la conclusione di questa corsa al premio.

E se il rosso e il rosa hanno dominato alcune scelte, la nota più delicata e forse inaspettata della serata è arrivata da Chase Infiniti. La giovane attrice, che in One Battle After Another interpreta la figlia di Leonardo DiCaprio, ha sfoggiato un abito customizzato firmato Louis Vuitton in una tenue tonalità di lilla, un vestito senza spalle dalla linea scultorea che partiva da un bustier aderente per aprirsi in ampie pieghe sul fondo. A completare il look, un make-up coordinato che ne ha esaltato lo sguardo: un ombretto lilla, leggero e quasi etereo, applicato principalmente all’angolo interno dell’occhio e sfumato su tutta la palpebra, ha regalato alla sua espressione un che di fresco e primaverile, dimostrando come a volte siano i dettagli più delicati a lasciare il segno nella memoria collettiva di una notte di glamour.

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