Stellantis, un dialogo concreto tra Filosa, Cirio e Lo Russo per il rilancio produttivo
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Redazione Economia
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Un caffè e una stretta di mano, gesti semplici che, all'ultimo piano del palazzo della Regione Piemonte, hanno assunto il valore di un sigillo su un'alleanza che si va ricomponendo dopo periodi di tensione. L'incontro, della durata di un'ora, tra il nuovo amministratore delegato di Stellantis Antonio Filosa e le massime autorità locali – il presidente Alberto Cirio e il sindaco di Torino Stefano Lo Russo – ha segnato una ripartenza nei rapporti, basata non su mere dichiarazioni d'intenti bensì su fatti concreti, come il recente annuncio di quattrocento assunzioni per le Carrozzerie Mirafiori. «È bello tornare a parlare italiano», ha commentato Filosa, una frase che, al di là del suo carattere colloquiale, sembra voler suggellare una nuova fase di dialogo, diretto e costruttivo, per il futuro industriale di un'area che dell'azienda automobilistica è storicamente il cuore pulsante.
Il punto su produzione e filiera
Il colloquio, avvenuto in due momenti distinti, ha permesso di affrontare nodi cruciali come il piano industriale del gruppo, le prospettive per la filiera dell'indotto e la situazione occupazionale, temi che toccano da vicino le sorti di un intero territorio. La cornice di questo riavvicinamento è fornita dall'imminente lancio della Fiat 500 ibrida, la cui produzione a Mirafiori, prevista a partire dal mese di febbraio, rappresenta un primo, tangibile segnale di vitalità. Si tratta di un passo importante, che gli amministratori locali hanno colto come un'opportunità per rinsaldare un legame necessario, quasi fisiologico, tra l'azienda e la sua città, consci che il destino dell'una si riflette inevitabilmente sull'altro.
Il vento nuovo da Melfi
Parallelamente, un altro segnale incoraggiante giunge dallo stabilimento di San Nicola di Melfi, dove la produzione è destinata a compiere un balzo significativo. Dalle 17.600 automobili previste per l'anno in corso, si passerà infatti a una forchetta compresa tra le 150.000 e le 200.000 unità annue a partire dal 2026; una notizia, questa, comunicata nel corso di un incontro con le rappresentanze sindacali, che ha portato un'ondata di ottimismo nella piana industriale del Vulture, un comparto che fino a pochi mesi fa appariva in forte affanno. La ripartenza dello stabilimento lucano, dunque, si configura come un tassello fondamentale nel più ampio mosaico della strategia produttiva nazionale di Stellantis.
La strategia degli incontri di Filosa
L'appuntamento torinese si inserisce in una serie più ampia di iniziative messe in campo da Antonio Filosa, il quale, dopo gli incontri con i sindacati a Mirafiori e con i dipendenti di Melfi, ha voluto confrontarsi direttamente con i rappresentanti delle istituzioni piemontesi. Questa sequenza di appuntamenti, ravvicinati nel tempo, sembra delineare una precisa direzione di marcia, orientata all'apertura di canali di dialogo costanti e alla gestione di collaborazioni strutturate. È un approccio che, privilegiando il confronto rispetto alla contrapposizione, mira a creare un terreno comune sul quale costruire, partendo dalle esigenze produttive dell'azienda e da quelle socio-economiche del territorio, una prospettiva condivisa di sviluppo.




