Juric e l'Atalanta: il rammarico per i punti persi contro la Lazio

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il calcio, nella sua essenza più cruda, è un gioco di semplicità disarmante: se non segni, non vinci. Una verità che l'Atalanta di Ivan Juric ha toccato con mano nella partita contro la Lazio, un confronto dove la scelta di schierarsi senza un centravanti di riferimento, optando per una soluzione tattica che i puristi definirebbero "falso nueve", non ha portato i frutti sperati. Nonostante un dominio del gioco palpabile e una serie di occasioni chiare, gli attaccanti nerazzurri non sono riusciti a tradurre in gol la loro superiorità, incassando il terzo pareggio consecutivo in campionato, un risultato che lascia l'amaro in bocca considerando il potenziale espresso in campo. Dalle parole del tecnico croato, emerse nel post-partita, traspare un senso di ingiustizia sportiva per un'esibizione che, a suo dire, meritava ben altro esito.

Il ritorno degli infortunati e le scelte tattiche

In vista dell'impegno, Juric poteva comunque contare su un reparto di giocatori convocati che includeva alcuni ritorni di peso, con Scamacca e De Ketelaere, insieme a Zalewski e Scalvini, di nuovo a disposizione dopo un periodo di assenza forzata. La lista, che annoverava ventitré elementi, segnava un passo avanti nella crisi infortuni, sebbene alcuni nomi di rilievo continuassero a mancare all'appello. Questa maggior ricchezza di opzioni, tuttavia, non è bastata a sbloccare una partita dove la finalizzazione è rimasta l'anello debole di una catena altrimenti solida.

L'analisi del tecnico: prestazione eccellente e quel gol che non arriva

"La partita è stata eccellente sotto tutti gli aspetti", ha affermato Juric, sottolineando come la squadra abbia creato numerose chance pericolose con giocatori come Lookman, che nel secondo tempo si è "acceso completamente", e Zappacosta, senza mai mostrare falle difensive di rilievo. Il mister ha espresso un "grande rammarico" per i suoi ragazzi, convinto che abbiano disputato un incontro "splendido" e che il risultato non rifletta il reale andamento delle azioni. Con una punta di filosofia, ha poi aggiunto di sperare che "la vita ci ridia i punti persi", commentando come la squadra abbia "creato il mondo" in termini di gioco e opportunità, sebbene l'unico elemento mancante, quello del gol, sia stato determinante.

Il falso nueve resta un'opzione percorribile

Interrogato specificamente sulla scelta del "falso nueve", Juric non ha sconfessato la sua idea di gioco, definendola "sempre un'opzione" percorribile nelle sue strategie. La sua soddisfazione, ha tenuto a precisare, non è offuscata dall'incapacità di segnare in questa singola occasione, ma è rivolta alla qualità della prestazione complessiva. Secondo la sua visione, quando si crea un "abisso di opportunità" e si domina il territorio di gioco in maniera così netta, è solo questione di tempo prima che questa continuità di rendimento si traduca di nuovo in punti pieni.

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