Gaza sotto le bombe e sommersa dai rifiuti
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Redazione Esteri
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Gaza City, con una popolazione che supera le 800.000 persone, produce oltre 700 tonnellate di rifiuti al giorno. Ahmed Abu Abu, capo della gestione della salute e dell’ambiente del Comune di Gaza City, è responsabile del trattamento e smaltimento di ogni tipo di rifiuti, compresi quelli casalinghi, sanitari, industriali, agricoli e marini. La situazione è ulteriormente complicata dal blocco dei convogli di aiuti verso il nord di Gaza da parte di Israele, come riportato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Nella parte settentrionale di Gaza, infatti, non ci sono quasi più servizi sanitari, e la gente non ha dove andare.
L'OMS ha esortato Israele a fermare gli ordini di evacuazione e a proteggere gli ospedali, oltre che a facilitare le missioni umanitarie. La guerra in Israele, iniziata poco più di un anno fa con l'attacco di Hamas, ha destabilizzato ulteriormente un equilibrio in Medio Oriente già molto precario. Questo conflitto vede ora coinvolti anche il Libano e l’Iran, e si inserisce in un quadro ancora più complesso di tensioni tra Israele e Palestina, che potrebbe chiamare in causa anche gli Stati Uniti d’America, la Russia e la Cina.
Il dramma dei bambini con disabilità a Gaza è particolarmente straziante. L'ordine di evacuazione nel nord di Gaza suona come una condanna a morte per migliaia di civili, bambini, neonati e malati. Non c’è altra spiegazione per l’ennesimo ordine di evacuazione, che non lascia scampo, non offre alternative e non contempla l’umanità. L’Unicef ha lanciato l’ennesimo grido d’allarme, ma ormai le parole sembrano aver perso di significato.
In questo contesto, la gestione dei rifiuti diventa una sfida quasi insormontabile. La città di Gaza, già sotto le bombe, è ora anche sommersa dai rifiuti, aggravando ulteriormente le condizioni di vita dei suoi abitanti. La mancanza di servizi sanitari e l'impossibilità di smaltire adeguatamente i rifiuti rappresentano una minaccia costante per la salute pubblica.




