Iveco si divide: il settore Defence a Leonardo, quello civile a Tata Motors per 5,5 miliardi
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Redazione Economia
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L’operazione, che segna una svolta nel panorama industriale italiano ed europeo, prevede la scissione in due rami distinti: da un lato Iveco Defence Vehicles, destinato a Leonardo e al gruppo tedesco Rheinmetall, dall’altro la divisione civile – camion, bus e motori – che passerà sotto il controllo dell’indiana Tata Motors. Un accordo complesso, valutato complessivamente 5,5 miliardi di euro, di cui circa 1,7 andranno a Exor, la holding della famiglia Agnelli che detiene la maggioranza di Iveco.
La trattativa, ormai in fase avanzata, coinvolge circa 14.000 dipendenti, un aspetto che ha spinto il governo a vigilare sulle ricadute occupazionali e sull’indotto. Fonti di Palazzo Chigi hanno sottolineato come l’intesa rappresenti "un riconoscimento del valore delle tecnologie italiane", garantendo al contempo che Tata Motors non procederà a chiusure di stabilimenti o riduzioni del personale. Un punto cruciale, considerato il peso storico di Iveco nell’industria nazionale.
La fusione con Tata Motors darà vita a un colosso globale dei veicoli commerciali, con ricavi combinati stimati in 22 miliardi di euro e una produzione annua superiore alle 540.000 unità. La geografia del nuovo gruppo rifletterà un equilibrio tra Europa (50% dei ricavi), India (35%) e Americhe (15%), con una presenza significativa anche in Asia e Africa. Le due aziende, come evidenziato da una nota congiunta, vantano "portafogli complementari e strutture industriali senza sovrapposizioni", fattori che ne facilitano l’integrazione.
Quanto al comparto difesa, l’ingresso di Leonardo e Rheinmetall segna un ulteriore consolidamento nel settore, con l’obiettivo di rafforzare la competitività europea in un mercato sempre più strategico. Iveco Defence Vehicles, considerato un "asset di valore" per le sue competenze tecnologiche, potrebbe beneficiare di sinergie con le capacità militari dei due gruppi.




