Leonardo mette le mani su Iveco Defence, operazione da 1,6 miliardi
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Redazione Economia
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Il closing dell’operazione, quella che porterà Iveco Defence Vehicles sotto l’egida di Leonardo, è stato ufficializzato e sancisce un passaggio di consegne, per certi versi epocale, nel panorama della difesa terrestre europea. L’annuncio, arrivato nella tarda serata di ieri, mette la parola fine a un negoziato avviato ufficialmente lo scorso luglio, e l’accordo, come spiegato dall’amministratore delegato di Leonardo, Roberto Cingolani, rappresenta un tassello fondamentale nella strategia di crescita inorganica del gruppo. La cifra effettivamente trasferita, si parla di 1,6 miliardi di euro, corrisponde al valore pattuito, che era stato fissato in termini di enterprise value a 1,7 miliardi, al netto di quegli aggiustamenti contrattuali tipici di queste complesse transazioni e che verranno definiti nei dettagli entro l’inizio del mese di aprile. La nota congiunta diffusa dalle due società specifica come il finanziamento dell’acquisizione, che comprende i marchi Idv e Astra, sia avvenuto attraverso la cassa disponibile, senza quindi ricorrere a nuova finanza o ad aumenti di capitale.
Con questa integrazione, e il passaggio di consegne comporta anche l’assorbimento di circa duemila dipendenti e di sei siti produttivi sparsi tra Italia, Germania, Romania e Brasile, Leonardo si ritaglia un ruolo da protagonista come Original Equipment Manufacturer a tutto tondo. L’obiettivo dichiarato, leggendo tra le righe del comunicato diffuso da piazza Monte Grappa, è quello di offrire soluzioni complete per la sicurezza, e lo si vuole fare integrando le piattaforme, siano esse cingolate o ruotate, con l’elettronica avanzata e i sistemi di missione, quelli che Cingolani definisce i “payload”, di cui Leonardo è già storicamente fornitore. La capacità di coniugare la mobilità dei mezzi corazzati con la sensoristica più sofisticata, dai sistemi di comando e controllo alle torrette di nuova generazione, dovrebbe garantire al gruppo italiano un posizionamento unico nel mercato, un mercato, va detto, che l’ad definisce in una fase di significative e durature prospettive di crescita, complice anche il nuovo contesto geopolitico che spinge i governi a incrementare le spese per la difesa.
Il fronte azionario e i dividendi straordinari per Iveco
Sul versante opposto della barricata, Iveco Group incassa l’assegno e, come da programma, si prepara a distribuire la plusvalenza ai propri azionisti. La cessione, che ha portato nelle casse del gruppo torinese una liquidità consistente, consentirà il pagamento di un dividendo straordinario la cui forbice, inizialmente ipotizzata tra i 5,5 e i 6 euro per azione, è stata ora ritoccata al ribasso, attestandosi su un range compreso tra 5,7 e 5,8 euro. La variazione, spiegano dagli uffici di Iveco, tiene conto degli aggiustamenti di chiusura dell’operazione e dei costi di separazione sostenuti per enucleare il ramo Difesa dal resto del gruppo. Il consiglio di amministrazione della società dovrà ora determinare l’importo esatto della distribuzione, ma le previsioni indicano come probabile data per lo stacco della cedola il 20 aprile, in linea con il calendario standard di Borsa Italiana. L’assemblea straordinaria degli azionisti, convocata per il 25 marzo, discuterà proprio di questo punto all’ordine del giorno, anche se, a seguito della vendita perfezionata, viene meno la necessità di esplorare la strada della scissione, che era stata ipotizzata come strumento alternativo per separare il business.
Le sinergie industriali e il ruolo di Rheinmetall
Dietro i numeri e le transazioni finanziarie, e al di là dei comunicati ufficiali che celebrano la nascita di un “campione europeo” della difesa terrestre, si muovono dinamiche industriali di più ampio respiro. L’integrazione delle competenze di Iveco Defence Vehicles, del resto, non si limita alla produzione di blindati come il noto "Lince", ma apre scenari più complessi che coinvolgono altri attori del settore. Leonardo, infatti, aveva concesso a Rheinmetall, il colosso tedesco della difesa, un’esclusiva di sei mesi per trattare la cessione del segmento dei camion militari, quello che un tempo faceva capo ad Astra. Cingolani, nelle scorse settimane, aveva parlato di una finestra temporale, quella dell’esclusiva, necessaria per consentire ai tedeschi di completare le verifiche Antitrust. Ora che il closing è stato firmato, e l’intero perimetro difensivo di Iveco è sotto il controllo di Leonardo, si aprirà la fase due: decidere, entro la metà dell’anno, se procedere con l’alleanza pesante con Rheinmetall in questo specifico comparto, oppure valutare altre manifestazioni di interesse che, a quanto dichiarato dallo stesso management, sarebbero già arrivate sul tavolo.




