Iveco cede il business Defence a Leonardo, perfezionato il passaggio da 1,6 miliardi

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Si è chiusa ieri, con il trasferimento ufficiale della proprietà, un’operazione che ridisegna gli equilibri dell’industria della difesa e dell’automotive in Italia, e che porterà a una maxi plusvalenza da distribuire agli azionisti. Iveco Group ha annunciato il completamento della cessione del proprio business della difesa, che comprende i marchi IDV e ASTRA, al colosso Leonardo: l’intesa, i cui termini erano stati definiti e resi noti al mercato il 30 luglio del 2025, si è tradotta in un corrispettivo di 1,6 miliardi di euro. Tale cifra, si specifica dalla nota congiunta diffusa nella giornata di oggi, mercoledì 18 marzo, è allineata all’enterprise value di 1,7 miliardi comunicato in estate, seppur al netto di alcuni adeguamenti contrattuali che verranno definiti entro l’inizio del mese di aprile. L’operazione, finanziata da Leonardo attingendo alla propria cassa disponibile, rappresenta per l’azienda guidata da Roberto Cingolani un passo deciso verso il consolidamento del proprio ruolo nel settore della difesa terrestre, puntando a diventare un costruttore integrato di piattaforme, siano esse cingolate o ruotate, e ampliando un portafoglio di soluzioni che ora spazia dalla mobilità ai sistemi d’arma veri e propri. Per Iveco Group, invece, si apre la fase finale del proprio riassetto: la separazione del ramo difesa, infatti, era la condizione necessaria per procedere con l’offerta pubblica di acquisto volontaria lanciata da Tata Motors Limited su tutte le azioni ordinarie del gruppo, un'operazione che porterà il costruttore indiano ad assorbire la parte restante dell'eredità industriale di Iveco, quella legata al trasporto pesante e ai veicoli commerciali.

Le parole dei vertici e i contorni finanziari dell'accordo

A commentare il momento, seppur con la sobrietà che contraddistingue le comunicazioni ufficiali in queste fasi, è stato l’amministratore delegato di Iveco Group, Olof Persson, il quale ha definito il traguardo come un passaggio cruciale per il domani di IDV e ASTRA. I dipendenti, ha sottolineato il manager, hanno profuso un impegno straordinario nel far fronte a una domanda in costante crescita per i veicoli destinati alla difesa terrestre e per le tecnologie sviluppate, e ora, ha aggiunto Persson, entreranno a far parte di una realtà con dimensioni e capacità tali da competere su ogni scenario. L’augurio, da parte dell’ad, è quello di un successo duraturo per i colleghi che cambiano casacca. Sul fronte opposto, l’ad di Leonardo, Roberto Cingolani, ha evidenziato come l’acquisizione rafforzi la posizione di riferimento nel settore, rendendo il gruppo più competitivo in un segmento di mercato che mostra prospettive di crescita future significative. L’integrazione, nelle parole di Cingolani, aggiunge competenze industriali preziose per produrre piattaforme integrate sia per quanto concerne la parte della mobilità che per quanto riguarda il payload, proseguendo di fatto quella strategia di crescita inorganica che rappresenta una delle direttrici portanti del piano industriale del gruppo.

Il dividendo straordinario per gli azionisti Iveco

Dal punto di vista finanziario, per Iveco Group l’affare si traduce in una consistente distribuzione di capitale ai propri soci. La business unit difesa, il cui valore contabile al 31 dicembre 2025 era iscritto a bilancio per 313 milioni di euro, era stata classificata tra le "attività in via di dismissione" già a partire dal terzo trimestre del 2025. Con la chiusura dell’accordo, i proventi netti della vendita verranno girati agli azionisti sotto forma di un dividendo straordinario. Se la stima iniziale, diffusa a luglio, ipotizzava una cifra compresa tra i 5,5 e i 6 euro per azione, ora, tenuto conto del prezzo incassato, degli attesi aggiustamenti di chiusura e dei costi di separazione sostenuti per enucleare il business difensivo, la previsione viene ritoccata al ribasso, attestandosi su un range compreso tra i 5,7 e i 5,8 euro per ogni azione ordinaria emessa e in circolazione. L’importo esatto della distribuzione verrà stabilito dal consiglio di amministrazione di Iveco Group, e la previsione è che il pagamento possa avvenire il prossimo 20 aprile, in linea con il calendario di Borsa Italiana per lo stacco dei dividendi. L’assemblea straordinaria degli azionisti del gruppo, convocata per il 25 marzo, discuterà proprio la distribuzione del dividendo straordinario, mentre l’altro punto all’ordine del giorno, quello relativo alla scissione del business difesa, è stato rimosso dall’agenda in quanto reso ormai superfluo dalla chiusura dell’operazione di vendita.

Prospettive industriali e possibili sviluppi con Rheinmetall

L’acquisizione, tuttavia, potrebbe non esaurire qui i suoi effetti, specialmente per quanto riguarda il perimetro industriale di Leonardo. Secondo quanto riportato da fonti vicine al dossier e da agenzie internazionali, l’ingresso del gruppo italiano nel capitale di Iveco Defence Vehicles potrebbe essere solo il primo atto di una riorganizzazione più ampia del settore a livello europeo. Il ceo di Rheinmetall, Armin Papperger, avrebbe già manifestato l’interesse del gruppo tedesco ad acquisire la produzione dei veicoli militari di Iveco, una mossa che, se concretizzata, porterebbe il colosso germanico a rafforzare la propria presenza in Italia, dove già opera con stabilimenti dedicati a sistemi di difesa aerea e droni. L’operazione, per poter partire, dovrà però attendere che Leonardo metta mano alle sue nuove acquisizioni: la trattativa con Rheinmetall, infatti, non può ancora iniziare ufficialmente proprio perché il closing con Iveco si è perfezionato soltanto ora. Dal punto di vista industriale, una simile cessione avrebbe una sua logica: Leonardo, pur volendo rafforzare il comparto terra, potrebbe non essere interessata a mantenere la produzione di autocarri pesanti, una linea di prodotto che Rheinmetall già realizza in joint venture con MAN attraverso il marchio RMMV. Trasferire il ramo camion a un altro operatore specializzato permetterebbe a Leonardo di concentrarsi sui veicoli corazzati e sui sistemi complessi, mentre Rheinmetall metterebbe le mani su un portafoglio ordini ben fornito, che include una commessa per 860 mezzi destinati alla Romania e un accordo quadro con l’Italia per la fornitura di oltre duemila veicoli nell’arco dei prossimi quindici anni. Una mossa, questa, che di fatto ridurrebbe il numero di produttori indipendenti di mezzi militari su ruota in Europa, concentrando ulteriormente il mercato.

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