Leonardo chiude l’acquisizione del business difesa di Iveco per 1,6 miliardi
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Redazione Economia
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Con il closing avvenuto nella giornata di oggi, lunedì 18 marzo, Leonardo ha ufficialmente messo le mani sul business della difesa di Iveco Group, un’operazione della quale si parlava ormai dallo scorso luglio e che porterà i marchi IDV e ASTRA sotto l’egida del colosso aerospaziale italiano. Il prezzo finale pagato, come si legge in una nota diffusa dal gruppo, si attesta a 1,6 miliardi di euro, una cifra che ricalca sostanzialmente l’enterprise value di 1,7 miliardi annunciato mesi fa, salvo poi gli inevitabili adeguamenti contrattuali concordati tra le parti e che verranno definiti nel dettaglio entro l’inizio di aprile. L’intera operazione, e questo è un dettaglio non irrilevante in tempi di tassi d’interesse incerti, è stata finanziata attingendo direttamente alla cassa disponibile di Leonardo, senza quindi ricorrere a nuova esposizione bancaria o ad aumenti di capitale.
Un polo integrato per la difesa terrestre
L’acquisizione, va da sé, non è un semplice ampliamento di portafoglio, ma rappresenta per Leonardo un vero e proprio salto di qualità nel settore della difesa terrestre, un comparto che l’amministratore delegato Roberto Cingolani aveva indicato come strategico nel piano industriale. Integrare IDV e ASTRA, quest’ultima nota per i suoi veicoli speciali e pesanti, significa per il gruppo poter ora offrire ai clienti – si pensi ai ministeri della Difesa di vari paesi – delle piattaforme complete, che uniscono la mobilità dei veicoli cingolati e ruotati con i sistemi di payload, l’elettronica avanzata, i sensori e le torrette che Leonardo già produce. Diventare un OEM, ovvero un produttore originale integrato, era del resto l’obiettivo dichiarato: poter controllare l’intera filiera, dal telaio al sistema d’arma più sofisticato, consente di essere più competitivi in un mercato, quello della difesa, che dopo il ritorno di conflitti ad alta intensità sul suolo europeo richiede soluzioni sempre più complesse e interoperabili.
La plusvalenza e il destino dei proventi per Iveco
Dal lato di Iveco Group, la cessione rappresenta la chiusura di un capitolo storico e l’apertura di uno nuovo, incentrato esclusivamente sul core business dei veicoli commerciali, industriali e per il trasporto pubblico. Il prezzo incassato, va ricordato, si riferisce a un ramo d’azienda che al 31 dicembre 2025 aveva un valore contabile di 313 milioni di euro, il che lascia intuire una plusvalenza significativa per la casa di Torino. Come pianificato, la quasi totalità dei proventi netti della vendita, al netto dei costi di separazione sostenuti per enucleare il business Defence, finirà direttamente nelle tasche degli azionisti. Il dividendo straordinario, che in una prima fase era stato stimato in un range compreso tra 5,5 e 6 euro per azione, è ora previsto attestarsi intorno ai 5,7-5,8 euro per ogni Titolo ordinario in circolazione. L’importo esatto verrà ratificato dal consiglio di amministrazione nelle prossime settimane, ma la data prescelta per lo stacco della cedola, si mormora, dovrebbe essere quella del 20 aprile, in linea con il calendario standard di Borsa Italiana.
L’assemblea e lo scenario Tata Motors
Parallelamente al trasferimento della proprietà, Iveco Group ha dovuto ritoccare l’ordine del giorno dell’assemblea straordinaria degli azionisti convocata per il prossimo 25 marzo. Con la vendita ormai perfezionata, viene meno la necessità di discutere la scissione del business difesa, che era stata ipotizzata come strada alternativa qualora la trattativa con Leonardo non fosse andata in porto. La separazione di IDV e ASTRA dal gruppo era del resto una condizione sospensiva non solo per l’accordo con Leonardo, ma anche per il completamento dell’offerta pubblica di acquisto lanciata da Tata Motors, un'operazione che, seppur distinta, procede parallelamente e che vedrà i vertici del colosso indiano guardare con interesse a un Iveco Group ora focalizzato unicamente sulle sue attività principali.




