Iveco, l’assemblea del 25 marzo e il maxi dividendo da 1,7 miliardi: a Exor circa 440 milioni

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La cornice è quella di Amsterdam, dove il 25 marzo, alle dieci del mattino, gli azionisti di Iveco Group sono chiamati a ratificare un’operazione che ridisegna i perimetri della società e, di riflesso, le sorti di uno degli azionisti storici, ormai in procinto di uscire di scena. L’assemblea generale straordinaria dovrà infatti esprimersi sulla proposta che autorizza il consiglio di amministrazione – subordinatamente al perfezionamento della cessione del business Difesa a Leonardo – a deliberare la distribuzione di un dividendo straordinario intermedio -1-2. Si tratta, nei fatti, della restituzione integrale ai soci dei proventi netti generati dall’operazione, un ammontare che si aggira intorno a 1,7 miliardi di euro e che, tradotto in valore per azione, oscilla tra 5,5 e 6 euro per ciascun Titolo ordinario -3-10.

Il piano A e la cedola d’aprile

Il pagamento della cedola, qualora l’iter dovesse filare liscio, è attualmente previsto per aprile, in linea con la data standard di stacco fissata da Borsa Italiana al 20 aprile 2026; una tempistica che resta comunque condizionata dagli aggiustamenti contrattuali di closing che intercorrono tra Iveco Defence Vehicles e l’acquirente Leonardo -1-8. Tra i beneficiari dell’incasso spicca inevitabilmente Exor, la holding della famiglia Elkann, la quale – nonostante abbia già annunciato a luglio 2025 la cessione della propria partecipazione al gruppo indiano Tata Motors – risulta ancora azionista al 27,1 per cento del capitale (con una leva sul voto che arriva al 43,1 per cento) e incasserà, in virtù di quella quota, circa 440 milioni di euro -1. Una cifra, questa, che rappresenta una frazione consistente dei circa 1,5 miliardi complessivi che Exor ricaverà dall’intera dismissione, tra vendita della partecipazione e sro della divisione Difesa.

Il piano B: la scissione e la nascita di Idv Group

L’architettura finanziaria predisposta da Iveco prevede tuttavia una clausola di salvaguardia non trascurabile. Qualora si profilasse, prima della data assembleare, il mancato perfezionamento della vendita a Leonardo entro il 31 marzo, il cda ha facoltà di eliminare dall’ordine del giorno la discussione relativa al dividendo straordinario, sostituendola con l’esame di una scissione statutaria -2-9. In questo scenario alternativo, il ramo Difesa verrebbe trasferito a una newco di diritto olandese, battezzata Idv Group nv, le cui azioni ordinarie – e quelle a voto speciale – sarebbero proporzionalmente assegnate agli attuali azionisti di Iveco Group, per poi essere ammesse alle negoziazioni su Euronext Milan -1-3. Una soluzione che garantirebbe comunque ai soci di mantenere un’esposizione indiretta al settore della difesa, seppur attraverso un veicolo autonomo e quotato.

L’impatto su Exor e il contesto dell’opa indiana

L’intera partita, vale la pena ricordarlo, si innesta nel più vasto riassetto che vedrà Iveco Group uscire da Piazza Affari per effetto dell’opa promossa da Tata Motors, operazione finalizzata al delisting e valutata complessivamente intorno a 3,8 miliardi di euro -1. Exor, che con questa mossa chiude di fatto il capitolo legato all’industria pesante, si troverà così a incassare non solo il corrispettivo della vendita della propria quota, ma anche questo maxi dividendo straordinario, legato a una cessione – quella del business Difesa – che procede su un binario parallelo e distinto rispetto all’accordo con gli indiani. Il cda di Iveco, nell’annunciare la convocazione, ha comunque tenuto a precisare che modificherà l’ordine del giorno in funzione dell’evolversi delle trattative, rimuovendo l’ipotesi di scissione qualora il closing con Leonardo risulti già avvenuto o comunque imminente alla data dell’assemblea -9-10.

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