Trump e il Natale: la promessa ai bambini e la stoccata alla "feccia"

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Dalla tenuta di Mar-a-Lago, in Florida, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha preso parte alla consueta iniziativa natalizia del NORAD, il Comando di Difesa Aerospaziale Nordamericano che, seguendo il percorso di Babbo Natale, permette ai più piccoli di colloquiare telefonicamente con personalità pubbliche. Insieme alla first lady Melania Trump, il presidente ha risposto alle domande dei bambini, concentrandosi, come da tradizione, sulle attese per i doni. Trump, tuttavia, ha inserito nel dialogo un'improvvisa garanzia di sicurezza, assicurando a un bambino che si sarebbe personalmente impegnato a impedire l'infiltrazione nel Paese di "un Babbo Natale cattivo". Ha poi scherzato, con tono bonario, sul carbone che talvolta viene associato alle calze natalizie dei monelli, osservando come quella eventualità non costituisca necessariamente un male assoluto.

Il post polemico su Truth Social

Poche ore dopo quello scambio giocoso, lo stesso presidente ha pubblicato su Truth Social un messaggio di auguri dal tono marcatamente diverso e divisivo. Rivolgendosi alla platea dei suoi sostenitori, Trump ha infatti esteso il proprio "Buon Natale a tutti, compresa la feccia della sinistra radicale", espressione con cui ha chiaramente inteso etichettare l'opposizione democratica. Il post, che non lascia spazio ad ambiguità, prosegue accusando tali forze di operare attivamente per "distruggere il nostro Paese", aggiungendo, come a stemperare l'attacco, che il loro tentativo starebbe "fallendo miseramente". Un passaggio successivo del messaggio, in netto contrasto con la durezza delle affermazioni precedenti, celebra invece la ritrovata forza internazionale della nazione, affermando che gli Stati Uniti siano "di nuovo rispettati, forse come mai prima d'ora".

Il contesto delle fake news natalizie

L'episodio della telefonata, per la sua natura fantasiosa, si inserisce in un panorama comunicativo più ampio e ricorrente nel periodo delle feste, quello della diffusione di narrazioni false o fuorvianti legate alla figura di Babbo Natale. Ogni dicembre, infatti, la rete viene inondata da storie e immagini ingannevoli che, pur essendo inventate, ottengono regolarmente un'enorme visibilità, divenendo rapidamente virali sui social network. Il meccanismo psicologico che spinge alla condivisione di questi contenuti, spesso, è legato al desiderio di condividere stupore o a una superficiale verifica delle fonti, fattori che trasformano semplici invenzioni in presunte realtà per un vasto pubblico. Tra queste, alcune si distinguono per popolarità, entrando in una sorta di classifica annuale delle fake news più credute, che sfruttano la suggestione del periodo per attecchire nell'immaginario collettivo.

La doppia narrazione della vigilia

La vigilia di Natale del presidente Trump ha dunque delineato due registri comunicativi distinti e paralleli. Da un lato, la partecipazione a un rito istituzionale e rassicurante, dove il capo dello Stato si mostra affabile e protettivo verso i più piccoli, giocando con i simboli della tradizione. Dall'altro, la scelta di utilizzare la stessa occasione festiva per lanciare un attacco politico diretto e carico di disprezzo verso gli avversari, utilizzando la propria piattaforma sociale preferita. Questa dualità, tra il rassicurante "custode" del Natale dei bambini e il polemico narratore della divisione politica, offre un quadro della comunicazione presidenziale che mescola simbolismo familiare e conflitto partigiano senza soluzione di continuità, lasciando che siano i due messaggi a coesistere, senza che uno escluda l'altro.

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