Stallo in Ucraina, Mosca valuta l'escalation. Trump minimizza sulla missione del capo della Cia a Mosca

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il Cremlino sembra aver chiuso ogni spiraglio per un cessate il fuoco imminente e, secondo quanto riportato dall'agenzia Bloomberg, starebbe valutando una netta intensificazione delle ostilità. Fonti vicine al governo russo, citate dal portale statunitense, rivelano che Vladimir Putin ritiene le trattative sul conflitto in Ucraina giunte a un punto morto e, in assenza di progressi diplomatici, Mosca vedrebbe poche alternative all'incremento degli attacchi per raggiungere i propri obiettivi militari.

Tra le opzioni sul tavolo, secondo le indiscrezioni, ci sarebbe un rafforzamento dei bombardamenti con missili balistici convenzionali non solo contro le infrastrutture strategiche ma anche direttamente sul centro di Kiev, mentre il timore di un ricorso a soluzioni estreme, come l'impiego di armi nucleari tattiche, tornerebbe a circolare negli ambienti vicini al Cremlino.

Il muro di Mosca contro il piano di pace e l'incontro del Vaticano

L'ipotesi di una nuova escalation è stata alimentata anche dal netto diniego del Cremlino a qualsiasi compromesso sulla sovranità dei territori contesi, a cominciare dal Donbass. Il portavoce presidenziale russo, Dmitry Peskov, ha respinto in modo categorico la soluzione di pace avanzata da Kiev, che prevedeva la creazione di una zona economica franca gestita da Paesi terzi, ribadendo che il Donbass è considerato a tutti gli effetti territorio della Federazione Russa e che non è ipotizzabile un'amministrazione esterna su quelle regioni.

Su un fronte diplomatico parallelo, mentre i fragili equilibri internazionali sembrano vacillare, è proseguita a Mosca la missione del segretario per i Rapporti con gli Stati della Santa Sede, monsignor Paul Gallagher.

Incontrando il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, Gallagher ha ribadito l'appello di papa Leone XIV affinché la guerra possa cessare al più presto, sottolineando come le ostilità non possano essere risolte con mezzi militari e che sia essenziale creare le condizioni per un autentico processo politico e diplomatico; Lavrov, da parte sua, ha giudicato il colloquio "molto utile" e ha ringraziato la Santa Sede per la sua posizione equilibrata.

La missione di Ratcliffe a Mosca e la preparazione del Regno Unito

Nel mezzo di questa tensione, la presenza a Mosca del direttore della Cia, John Ratcliffe, ha alimentato le speculazioni, sebbene il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, abbia cercato di ridimensionare la portata dell'evento, definendolo una sorta di "routine". Il portavoce del Cremlino ha confermato i contatti tra le agenzie di sicurezza ma ha precisato che Ratcliffe non ha incontrato il presidente Putin. Sul fronte europeo, la crescente percezione di una minaccia imminente ha spinto il governo britannico ad accelerare i piani per la difesa interna.

Secondo quanto riportato dal Financial Times, Londra sta mettendo a punto un aggiornamento del proprio "war book" e intende lanciare una campagna di informazione pubblica per istruire i cittadini su come affrontare eventuali emergenze, consigliando alle famiglie di preparare scorte di cibo in scatola e acqua.

L'atteggiamento del nuovo premier laburista, Andy Burnham, che ha ribadito il sostegno a Kiev, e i timori per un attacco informatico a un impianto energetico, considerato riconducibile a hacker iraniani, hanno contribuito ad accelerare i lavori, mentre i servizi segreti britannici ritengono che una rappresaglia russa sia ormai inevitabile.

Attacchi e tensioni lungo il fronte

Il clima di crescente tensione è scandito anche dagli episodi di conflitto che continuano a susseguirsi lungo il fronte. Nella regione russa di Lipeck, un attacco con un drone ucraino ha provocato un incendio in un'abitazione privata, causando la morte di un uomo e di un ragazzo di 14 anni, come riportato dal governatore Igor Artamonov e dalle agenzie Tass e Ria Novosti.

A complicare ulteriormente lo scenario, il ministero della Difesa moldavo ha denunciato l'ennesima violazione del proprio spazio aereo da parte di un oggetto volante non identificato, rilevato dopo gli attacchi russi contro l'Ucraina. L'oggetto ha sorvolato la zona di Palanca per poi fare rientro in territorio ucraino, evidenziando ancora una volta la fragilità delle frontiere e la capacità del conflitto di espandere le sue ricadute oltre i confini dell'Ucraina, in un quadro diplomatico che sembra essersi arenato e dove prevale ormai la logica della forza.

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