Vertice notturno del centrodestra: intesa contro i ballottaggi, ma il nodo Veneto resta irrisolto
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Redazione Interno
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La riunione si è tenuta a porte chiuse, lontano dagli occhi indiscreti delle telecamere, come già accaduto in passato quando la trattativa riguardava la legge di bilancio. Stavolta, però, al centro del confronto – svoltosi probabilmente nell’abitazione privata di Giorgia Meloni – c’erano le prossime elezioni regionali, con i leader del centrodestra chiamati a sciogliere nodi che, nonostante le trattative, continuano a rimanere irrisolti. Antonio Tajani aveva lasciato intendere che l’incontro si sarebbe tenuto in serata, senza però rivelare il luogo, scelto con un riserbo che tradisce la delicatezza della partita in corso.
Sul tavolo, oltre alla questione dei ballottaggi nei grandi comuni – su cui è stata raggiunta un’intesa per eliminarli, considerati un fattore di incertezza – pesa soprattutto l’enigma del Veneto, dove la scelta del candidato governatore divide ancora Meloni, Salvini e gli alleati. Nonostante i tentativi di mediazione, la quadra non è stata trovata, e il vertice si è concluso senza accordi definitivi. Lo stallo, del resto, era prevedibile: già dopo l’incontro a Palazzo Chigi di mercoledì scorso, le divergenze erano emerse con chiarezza, confermando che la partita delle regionali, con cinque regioni chiamate al voto entro fine anno, resta più spinosa del previsto.




