Falsissimo scompare dai social: la diffida Mediaset fa rimuovere la puntata

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Chiunque, oggi, provasse a cercare sui principali social network la puntata di lunedì scorso di "Falsissimo" si troverebbe di fronte a un vuoto. Il video, che aveva accumulato milioni di visualizzazioni, è infatti sparito da YouTube, Instagram e TikTok. La sua rimozione, decisa dalle piattaforme stesse, è la diretta conseguenza di una diffida formale notificata da Mediaset, la quale ha contestato, in maniera specifica, una violazione dei propri diritti d'autore. La società televisiva, che nei giorni precedenti aveva sporto denuncia per diffamazione a carico del conduttore, ha infatti ravvisato nel programma l'utilizzo non autorizzato di spezzoni di filmati e immagini di sua esclusiva proprietà. Una mossa, quella dell'emittente, che si inserisce in un contesto più ampio di contrasto alla diffusione di contenuti ritenuti lesivi, ottenendo un risultato immediato: i giganti del web, dopo aver valutato l'istanza, hanno riconosciuto la fondatezza della richiesta e hanno provveduto all'oscuramento.

La reazione di Corona e il contenuto contestato

Ad annunciare pubblicamente la scomparsa del video è stato lo stesso Fabrizio Corona, figura al centro di diverse inchieste della Procura di Milano, il quale ha confermato sui suoi profili social l'avvenuta rimozione della "puntata 21, il Prezzo del successo parte finale". La puntata oggetto della contesa, stando a quanto emerso, conteneva una serie di illazioni rivolte verso Mediaset e alcuni dei suoi personaggi più noti, costruite proprio attorno al materiale audiovisivo prelevato dagli archivi dell'emittente. La procedura di rimozione, per quanto rapida, mette in luce il delicato equilibrio tra la libertà di espressione sui nuovi palcoscenici digitali e la tutela della proprietà intellettuale, un tema su cui le grandi aziende dei contenuti mostrano da tempo una tolleranza sempre minore, specialmente quando i materiali protetti vengono utilizzati all'interno di format critici o polemici.

Il meccanismo legale dello "take down"

L'episodio illustra con chiarezza il funzionamento pratico delle norme sul copyright online, che prevedono, su segnalazione dei titolari dei diritti, la possibilità di richiedere l'eliminazione immediata dei contenuti ritenuti illeciti. Google e Meta, una volta ricevuta la diffida dettagliata di Mediaset, hanno dunque applicato le proprie policy interne, le quali, in ottemperanza anche a quadri normativi come il Digital Millennium Copyright Act negli Stati Uniti, impongono di agire celermente per evitare possibili responsabilità. Si tratta di uno strumento potente, che spesso risolve le controversie in tempi brevissimi, lasciando agli autori dei contenuti rimossi l'onere di promuovere un contenzioso giudiziario per vederli eventualmente ripristinati, un percorso lungo e complesso che raramente viene intrapreso.

Il contesto giudiziario e le implicazioni

Questa vicenda, se da un lato si risolve in una battaglia sul diritto d'autore, dall'altro non può essere scissa dal più ampio percorso giudiziario che vede coinvolto Fabrizio Corona. L'ex fotografo, infatti, è indagato dalla Procura di Milano per varie questioni, il che aggiunge un ulteriore strato di complessità alla sua attività sui social media, dove il format "Falsissimo" rappresentava il suo principale megafono. L'azione di Mediaset, perciò, va oltre la semplice tutela di un patrimonio video: essa segna un confine netto rispetto all'utilizzo che può essere fatto di quel materiale, soprattutto quando diviene strumento di narrazioni che l'azienda considera diffamatorie. La rimozione della puntata, dunque, non è un episodio isolato ma un tassello significativo in un confronto che si svolge su più piani, da quello legale a quello della comunicazione pubblica.

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