Treviso, bimbo di un anno morto in casa: indagata la babysitter
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Redazione Interno
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Un bimbo di un anno è morto a Mogliano Veneto, in provincia di Treviso, dopo essere stato trovato senza vita nella sua abitazione mentre era affidato alla babysitter. La giovane, unica adulta presente in casa in quel momento, è stata iscritta nel registro degli indagati con l’ipotesi di omicidio colposo. La 22enne ha raccontato di aver scoperto il piccolo privo di sensi e di aver tentato immediatamente di rianimarlo prima dell’arrivo dei soccorsi.
Il racconto della babysitter e i tentativi di rianimazione
«Sono sotto shock. Lo avevo messo a letto e quando sono andata a controllarlo ho notato che era tutto blu», ha riferito la ragazza spiegando di aver iniziato le manovre di rianimazione e di aver chiamato il Suem 118. La babysitter ha raccontato che il bambino era ancora caldo quando lo ha trovato e che ha cercato di salvarlo fino all’arrivo degli operatori sanitari. La giovane studia infermieristica e ha utilizzato anche le conoscenze acquisite durante la sua formazione per intervenire nei momenti successivi alla scoperta del malore.
Il piccolo Damiano dormiva nella sua culla quando la ragazza è entrata nella stanza per controllarlo. Secondo la ricostruzione degli investigatori, dopo essersi accorta che non respirava ha dato l’allarme e ha avvisato i genitori. I soccorritori hanno trovato il bambino in arresto cardiaco e hanno proseguito le manovre di emergenza, procedendo anche all’intubazione prima del trasferimento all’ospedale Ca’ Foncello di Treviso.
L’inchiesta della Procura e l’autopsia sul bambino
La Procura di Treviso ha aperto un fascicolo per omicidio colposo e l’iscrizione della babysitter nel registro degli indagati viene considerata un atto necessario per consentire alla giovane di partecipare agli accertamenti con un proprio consulente. L’indagine dovrà ricostruire cosa sia accaduto nella notte della tragedia e chiarire le cause del decesso attraverso gli esami medico-legali.
L’autopsia dovrà stabilire l’origine del malore che ha portato alla morte del bambino e verificare se siano presenti elementi utili alla ricostruzione dei fatti. Il piccolo, secondo le informazioni emerse, non aveva patologie precedentemente diagnosticate. I sanitari del pronto soccorso, insieme ad anestesisti e pediatri, hanno continuato a lungo gli interventi per cercare di ripristinare l’attività cardiaca, ma senza successo.
Il rapporto tra la famiglia e la giovane che accudiva Damiano
La tragedia ha colpito una famiglia che conosceva da tempo la babysitter. La giovane aveva un rapporto di amicizia con i genitori del bambino e non era considerata una presenza occasionale nella loro vita quotidiana. La sera dell’accaduto si trovava nell’abitazione di Marocco di Mogliano Veneto per occuparsi del piccolo mentre i genitori erano fuori casa.
I familiari di Damiano hanno espresso vicinanza alla ragazza, nonostante il dramma vissuto. La difesa della babysitter ha sottolineato il forte legame esistente con la famiglia e il profondo stato di sconvolgimento della giovane, che ha dichiarato di non riuscire a spiegarsi quanto accaduto. L’esame autoptico rappresenta ora l’accertamento centrale per ricostruire la dinamica della morte e gli elementi sanitari collegati al decesso.
La famiglia del bambino vive nella frazione di Marocco, nel territorio di Mogliano Veneto, dove la notizia della morte ha provocato dolore tra le persone vicine ai genitori. L’Ulss 2 della Marca Trevigiana ha espresso la propria vicinanza ai familiari dopo il decesso avvenuto all’ospedale Ca’ Foncello nella notte tra giovedì e venerdì.
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