Numeri privati dei vertici dello Stato in vendita online: la procura di Roma indaga

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Non è un caso isolato, ma l’ennesimo segnale di un mercato sotterraneo che prospera nell’ombra del web, dove i dati personali – persino quelli dei più alti rappresentanti delle istituzioni – vengono trattati come merce di scambio. La rivelazione, pubblicata oggi Il Fatto Quotidiano, ha portato alla luce un sistema in cui numeri di telefono, indirizzi email e informazioni riservate sono acquistabili a pochi euro, esponendo chiunque, cittadini comuni e personalità pubbliche, a rischi difficili da quantificare.

La procura di Roma ha aperto un fascicolo, ancora privo di indagati e ipotesi di reato, mentre la Polizia Postale sta verificando l’entità della diffusione illecita. Tra i nomi coinvolti, secondo quanto emerso, figurano quello del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e della premier Giorgia Meloni, i cui contatti personali sarebbero stati reperibili online per appena 50 euro. Un fenomeno che, sebbene noto agli addetti ai lavori, assume contorni più preoccupanti quando a finire nel mirino sono figure istituzionali, il cui grado di esposizione potrebbe avere implicazioni sulla sicurezza nazionale.

I database compromessi, come spesso accade in casi simili, sono il risultato di un meticoloso lavoro di raccolta e incrocio di informazioni. Partendo da piattaforme professionali come LinkedIn – dove gli indirizzi email sono spesso pubblici o facilmente deducibili – i dati vengono “arricchiti” attraverso l’acquisto di ulteriori dettagli da altre fonti, legali o meno. Un meccanismo che trasforma l’identità digitale in un prodotto commerciale, svuotando di significato le norme a tutela della privacy.

L’inchiesta giornalistica, oltre a sollevare interrogativi sulle responsabilità delle piattaforme coinvolte, ha riacceso il dibattito sull’efficacia delle misure di protezione esistenti. Se da un lato le autorità sono intervenute tempestivamente avviando accertamenti, dall’altro resta il dubbio che episodi del genere possano ripetersi, data la facilità con cui è possibile aggirare i controlli.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.