Il Como vince in rimonta contro il Lecce e accorcia le distanze dalla zona Champions

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La nebbia che a febbraio si alza dal lago, avvolgendo il Sinigaglia in un'atmosfera quasi irreale, non ha mai nascosto la realtà, e cioè che questa squadra, plasmata a immagine e somiglianza di Cesc Fabregas, possiede una personalità che va ben oltre la semplice ambizione di categoria. Ieri pomeriggio, contro un Lecce ostico e ben messo in campo da Eusebio Di Francesco, i lariani hanno offerto l'ennesima prova di forza, ribaltando lo svantaggio iniziale con un primo tempo da manuale del calcio, di quello fatto di idee e di coraggio. L'aver subito la rete di Coulibaly, un colpo di testa su cross di Banda che al 13' aveva gelato il pubblico di casa, avrebbe potuto incrinare le certezze di una squadra giovane; e invece no, perché la reazione è stata immediata, rabbiosa e al tempo stesso ragionata. Già al 18', sugli sviluppi di una manovra avviata da Perrone, Jesus Rodriguez ha confezionato l'assist per il piattone di Douvikas, un pari che ha riaperto la partita e, soprattutto, ha mandato un messaggio chiaro agli avversari: il Como non si scompone. Da lì in poi, la musica è cambiata radicalmente, con i padroni di casa che hanno preso il controllo del campo, trovando spazi sulle fasce e dimostrando una duttilità tattica che, va detto, qualche mese fa sembrava ancora un miraggio per una neopromossa.

Nel momento di massima spinta, quando il Lecce accusava il colpo e faticava a riorganizzare le linee, è arrivato il secondo sigillo, quello che porta la firma dello stesso Rodriguez, al suo primo gol in Serie A, e questa è una di quelle soddisfazioni che ripagano del lavoro sporco e dei sacrifici. Un inserimento perfetto, una giocata da attivatore di qualità, e il pallone che si infila alle spalle di Falcone per il sorpasso; ma la squadra di Fabregas non si è accontentata, continuando a premere con intelligenza e cinismo. Il tris, confezionato in pieno recupero del primo tempo da Kempf, bravo a inserirsi e a deviare in rete un calcio piazzato di Da Cunha, ha chiuso i giochi molto prima dell'intervallo, consegnando alla ripresa una formalità. Nella seconda frazione, i ritmi sono inevitabilmente calati, complici anche i cambi e la gestione oculata delle energie in vista dei prossimi impegni, ma il pericolo di un ritorno dei salentini non si è mai materializzato concretamente, a testimonianza di una solidità difensiva ritrovata e di una maturità che in questo campionato sta facendo la differenza.

Fabregas, dal suo osservatorio privilegiato a bordo campo, deve aver gradito particolarmente la reazione del gruppo, quella capacità di soffrire e poi colpire che è tipica delle grandi squadre, e lo ha detto senza mezzi termini nel post-partita, sottolineando come i tre punti pesino non solo in ottica classifica ma anche per dare continuità a prestazioni importanti come quella di Torino contro la Juventus. L'ex centrocampista spagnolo ha elogiato la serenità e la maturità dei suoi ragazzi, capaci di non andare nel panico dopo un errore individuale che era costato caro, e di mantenere la lucidità necessaria per ribaltare l'inerzia del match. Dall'altra parte, Di Francesco non ha nascosto l'amarezza per l'ingenuità mostrata dai suoi in occasione dei gol subiti, parlando di errori banali su cui bisognerà lavorare, perché in serie A certe disattenzioni le paghi care, specie quando affronti squadre che hanno qualità e ti puniscono al primo varco.

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