Juve, il passato è allo Stadium: applausi per i trionfi e poi McKennie stende il Pafos
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Redazione Sport
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Quando lo speaker ha pronunciato i loro nomi, Stefano Tacconi, Sergio Brio e Massimo Bonini, proiettati sui maxischermi dell’Allianz Stadium, hanno ricevuto una lunga ovazione dai tifosi presenti per la sfida di Champions League contro il Pafos, un tributo doveroso a chi, quarant’anni fa, fu protagonista nella notte di Tokyo dell’8 dicembre 1985, quando la squadra conquistò la Coppa Intercontinentale e divenne la prima al mondo a completare la raccolta di tutti i trofei possibili. Quel richiamo alla storia, che ha unito diverse generazioni di sostenitori, è sembrato quasi un augurio per una serata che, dopo un avvio insidioso, si è risolta nel migliore dei modi.
Un primo tempo grigio e la reazione dopo l'intervallo
La partita, in verità, ha faticato non poco a decollare, offrendo per lunghi tratti della prima frazione un'immagine della Juventus incerta e poco brillante, con scarse idee offensive e un gioco che stentava a diventare pericoloso. Luciano Spalletti, che aveva confermato gran parte degli uomini schierati nella precedente, sfortunata, uscita contro il Napoli, ha visto la sua squadra arrancare contro un Pafos ben disposto in fase difensiva, il quale, pur senza creare grandi occasioni, riusciva a spegnere con efficacia le iniziative avversarie, lasciando un senso di frustrazione tra i giocatori e sugli spalti.
La svolta con le reti dei due uomini di spicco
La ripresa, però, ha mostrato un atteggiamento completamente diverso, come se quel tributo alla storia avesse infuso una nuova energia: al ventiduesimo minuto, infatti, Weston McKennie ha trovato il vantaggio con un preciso stacco di testa su un cross dalla destra, sciogliendo così la tensione accumulata. Pochi minuti più tardi, Jonathan David, che era entrato in campo proprio all’inizio del secondo tempo, ha raddoppiato sfruttando un’azione ben costruita sul fronte mancino, sigillando un successo che, al fischio finale, gli è valso anche un caloroso abbraccio dal suo allenatore. Quelli segnati, che hanno portato il risultato sul 2-0, sono stati i tre punti necessari per risollevare il morale dopo la battuta d’arresto subita al Napoli e per mantenere salda la posizione in zona playoff del girone.
Lo scenario esterno e il peso del risultato
Mentre allo Stadium si chiudeva con questa doppia soddisfazione, tra memoria gloriosa e presente conquistato, un altro fatto di cronaca nera, che ha visto coinvolte due figure molto note nel calcio italiano, ha trovato il suo epilogo in tribunale, con l’archiviazione delle indagini dopo una lunga inchiesta che non ha portato agli estremi delle condanne, chiudendo un capitolo che per mesi aveva tenuto col fiato sospeso l’ambiente. La vittoria della Juve, quindi, assume un significato ulteriore, proiettando la squadra verso la fase decisiva della competizione europea con rinnovata fiducia, lontana dai clamori giudiziari e concentrata solo sul rettangolo di gioco.




