Movimento Sveglia replica a Poli Bortone: “Pensi a Lecce, il dissenso è democrazia”
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Redazione Sport
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La bufera politica scatenata dai fischi rivolti alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni durante la cerimonia di apertura dei Giochi del Mediterraneo a Taranto non accenna a placarsi. Dopo le dure parole della sindaca di Lecce, Adriana Poli Bortone, che ha parlato di “ingratitudine” e invocato pubbliche scuse da parte della città ionica, arriva la replica secca e pungente del Movimento Sveglia, che invita la prima cittadina a occuparsi delle problematiche del capoluogo salentino anziché ergersi a paladina del rispetto istituzionale in terra tarantina.
La posizione della sindaca: “Un gesto di ingratitudine”
Tutto ha avuto inizio venerdì sera, allo stadio Iacovone di Taranto, quando una parte del pubblico ha contestato la premier con fischi e “buu” mentre sul palco venivano pronunciati i saluti istituzionali. Un’accoglienza ben diversa da quella riservata al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, accolto invece da una lunga ovazione. Presente tra il pubblico anche Adriana Poli Bortone, che non ha tardato a far sentire la propria voce: “I fischi sono stati un episodio davvero sgradevole, che non rende giustizia alla città di Taranto e alla sua accoglienza.
Credo che qualcuno debba oggi sentire il dovere di chiedere scusa a nome della città”. La sindaca di Lecce ha definito la contestazione come “una manifestazione di ingratitudine” nei confronti di un governo che, secondo lei, ha investito centinaia di milioni di euro per consentire a Taranto di ospitare l’evento sportivo. “Si può dissentire politicamente – ha aggiunto – ma il rispetto istituzionale e la gratitudine per un investimento così importante dovrebbero venire prima delle appartenenze”.
La controreplica di Guido Scopece e la difesa del diritto al dissenso
A raccogliere il guanto di sfida è stato il Movimento Sveglia, forza politica civica e di opposizione nel Consiglio comunale di Lecce, per voce del segretario cittadino Guido Scopece. La replica del movimento è netta e diretta: “La sindaca Poli Bortone farebbe bene a occuparsi dei problemi di Lecce, che non mancano di certo, piuttosto che chiedere scusa per conto di un’altra città”. Le parole di Scopece riecheggiano una critica di fondo che l’opposizione leccese muove da tempo all’amministrazione di centrodestra, accusata di trascurare le questioni locali per inseguire dibattiti nazionali.
Il Movimento Sveglia, che da anni si contraddistingue per iniziative civiche e di partecipazione dal basso, ha voluto ribadire un principio sacrosanto, come quello della libertà di espressione. “Il dissenso è un pilastro della democrazia, sancito dalla nostra Costituzione” ha dichiarato Scopece, “e chi governa deve avere la maturità per accettarlo senza gridare allo scandalo o pretendere atti di contrizione”.
Le radici del malcontento: ex Ilva e la mancata convocazione del tavolo
Le contestazioni di Taranto, come del resto osservato dagli stessi esponenti dell’opposizione, non nascono da un generico sciacallaggio politico, ma affondano le radici in un terreno ben più duro e doloroso, segnato dalla drammatica vertenza dell’ex Ilva.
Sul tema, la premier Meloni aveva già avuto modo di esprimersi al termine della cerimonia, dimostrando di avere compreso le ragioni profonde dei fischi: “Comprendo perfettamente le ragioni di chi esprime il proprio dissenso – ha dichiarato – e garantisco che sull'ex Ilva il governo sta facendo e continuerà a fare tutto quello che è in suo potere”.
A far infuriare i cittadini e le associazioni locali sarebbe stato anche il rifiuto da parte del governo di convocare un tavolo di confronto sulla vertenza proprio in occasione della presenza della premier a Taranto, un’occasione che molti ritenevano simbolica per ricevere risposte concrete sul futuro dell’acciaieria e dell’occupazione. L’ombra dell’Ilva si è così allungata sulla festa dello sport, trasformando quella che doveva essere una serata di celebrazione in un palcoscenico politico dove il diritto di esprimere il proprio disagio è stato esercitato in modo plateale.
Uno scontro che allarga il solco tra amministrazione e opposizione
Lo scontro a distanza tra il Movimento Sveglia e la sindaca Poli Bortone non è che l’ultimo episodio di una tensione politica che a Lecce è ormai cronica. Le recenti polemiche sulle panchine di via Trinchese, con il Movimento Sveglia che aveva promosso una petizione per il ripristino degli arredi urbani, avevano già messo in luce la distanza tra l’amministrazione e le istanze partecipative della città.
La nascita del coordinamento “LecceDomani”, che riunisce Sveglia e altre forze di area progressista per costruire un’alternativa politica in vista del futuro, rappresenta la volontà di ricucire un dialogo che l’attuale amministrazione fatica a mantenere. La risposta del Movimento Sveglia ai fischi di Taranto assume così anche il valore di un manifesto politico: il potere non può esigere gratitudine, e il dissenso non è un’offesa da sanare con le scuse, ma un diritto da esercitare, anche quando scomodo.
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