Trump, l’attacco a Meloni e il metodo nella follia: le parole del presidente Usa
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Redazione Esteri
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“C’è del metodo in questa follia”, l’aforisma rivolto ad Amleto, principe di Danimarca, si adatta bene anche alle grottesche intemperanze di Donald Trump. La sua capacità di adorarsi e di pretendere di essere adorato da tutti attribuendosi miracoli immaginari, come quello di aver posto fine ad otto guerre in otto mesi e di aver riportato la pace in Medio Oriente dopo 3.000 anni; la supponenza con cui lancia scomuniche che poi rovescia nel giro di una stessa giornata; l’aggressività con cui scaglia anatemi e minacce di distruzione totale, che poi ritira per lodarsi meglio, sono tutti elementi che portano a dubitare della sanità mentale del personaggio.
Se Trump è un cretino senza talento
Il recente passo indietro governativo sullo spam telefonico ha ridato linfa alle chiamate spiacevoli. Tra le molestie più diffuse: l’invito a cambiare operatore Internet pena il rapimento di alcuni parenti; quelli che hanno ricevuto il tuo curriculum ma vogliono usarlo per scopi poco commendevoli, tipo uno schema Ponzi o l’iscrizione al Pd; Donald Trump che dà di matto e poi riattacca. L’abbrivio giocoso non sminuisca lo scoop de La7, che è riuscita a interloquire con DT ricavandone grevi illazioni anti-Meloni.
Le conseguenze dell’obbedienza
Il problema non è la disobbedienza, è l’obbedienza. Dei leader, dei popoli. Talvolta la nostra di cittadini un tempo attenti, reattivi, che con sempre maggior fatica assistiamo all’incessante tragico spettacolo quotidiano, trenta notifiche al giorno sul cellulare: un altro bambino mutilato in lacrime, cinquantasette annegati, una cattedrale dell’anno Mille distrutta, una fila di profughi in fuga. Chi è alla ricerca di popolarità fugge a gambe levate da Trump.
Caro direttore, davvero è solo una coincidenza l’attacco quasi infantile di Donald Trump a Giorgia Meloni e ai leader europei il giorno dopo la distruzione che i droni ucraini hanno seminato sulla città di Mosca? O dietro questo comportamento incomprensibile c’è una sorta di voglia di compensazione verso lo smacco subito da Vladimir Putin? Davvero si può banalizzare tutto senza comprendere le possibili ragioni che ci starebbero dietro?
L’attacco di Trump è stato così volgare e incomprensibile, visto che parliamo del presidente degli Stati Uniti, che trovare una qualche giustificazione è un’impresa ardua.




