Belgio, il rogo del secolo è sotto controllo dopo sette giorni

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il rogo del secolo in Belgio è stato dichiarato sotto controllo dopo sette giorni di interventi che hanno impegnato centinaia di vigili del fuoco nella riserva naturale delle High Fens, nell’area orientale del Paese. Si tratta del più vasto incendio boschivo registrato in Belgio nell’ultimo secolo e le operazioni si sono concentrate su un terreno paludoso, rendendo particolarmente impegnativa la lotta contro le fiamme. L’ufficio del governatore locale ha riferito giovedì che l’incendio è ormai completamente sotto controllo e non dovrebbe più estendersi, a meno di un cambiamento significativo delle condizioni meteorologiche o del verificarsi di altri fattori imprevisti.

Il maxi incendio nelle High Fens e il lavoro dei vigili del fuoco

La dichiarazione delle autorità locali segna un passaggio decisivo dopo una settimana di operazioni nella riserva delle High Fens. Centinaia di vigili del fuoco sono stati impegnati per contenere il fronte e impedirne l’ulteriore espansione in un’area caratterizzata dalla presenza di terreno paludoso. Il dato che distingue questo incendio dagli altri episodi registrati nel Paese riguarda soprattutto la sua estensione: viene indicato come il più vasto rogo boschivo avvenuto in Belgio nell’arco dell’ultimo secolo. Il controllo delle fiamme, secondo quanto comunicato dall’ufficio del governatore, resta comunque legato all’assenza di cambiamenti meteorologici importanti o di circostanze impreviste capaci di modificare la situazione.

L’incendio in Belgio si inserisce inoltre in una stagione durante la quale vaste aree dell’Europa occidentale sono state colpite da roghi, mentre il continente affrontava temperature molto elevate e siccità. Alle difficoltà legate allo spegnimento delle fiamme si è aggiunto un altro pericolo, emerso proprio nelle zone interessate dagli incendi: la presenza nel terreno di ordigni risalenti alla Prima e alla Seconda guerra mondiale. Il fuoco e il calore intenso hanno riportato alla luce bombe, mine e proiettili rimasti sepolti, creando un rischio ulteriore per le squadre impegnate nelle operazioni antincendio e rendendo più delicati gli interventi nelle aree coinvolte.

Gli incendi riportano alla luce bombe e mine delle guerre mondiali

La presenza di ordigni inesplosi non riguarda soltanto il Belgio. Esplosioni sono state segnalate anche in Francia, Germania e Paesi Bassi, dove il calore provocato dagli incendi ha interessato aree che conservano ancora tracce dei conflitti del passato. Alcune armi sono esplose proprio a causa delle temperature elevate generate dalle fiamme, trasformando il sottosuolo delle zone bruciate in una minaccia aggiuntiva. I vigili del fuoco, già impegnati contro incendi estesi, si sono quindi trovati a dover affrontare anche il rischio legato a proiettili, bombe e mine risalenti alle due guerre mondiali, presenti sotto paesaggi successivamente interessati dai roghi.

Nei Paesi Bassi una squadra di artificieri è stata inviata a controllare una foresta minacciata dalle fiamme vicino a un luogo collegato agli aspri combattimenti avvenuti nella provincia del Limburgo nel 1944. L’intervento mostra come gli incendi possano rendere nuovamente pericolosi ordigni rimasti per decenni nel terreno, soprattutto quando il calore raggiunge le aree nelle quali furono combattute battaglie durante la Seconda guerra mondiale. Le esplosioni segnalate in diversi Paesi europei hanno così affiancato all’emergenza degli incendi boschivi un problema legato ai residuati bellici, con conseguenze dirette anche sulle condizioni di sicurezza delle squadre chiamate a spegnere le fiamme.

Roghi in Europa, il rischio degli ordigni nelle aree bruciate

I devastanti incendi che hanno interessato l’Europa durante l’estate hanno dunque riportato in superficie una minaccia rimasta nascosta sotto il terreno: gli ordigni inesplosi della Prima e della Seconda guerra mondiale. Le vaste aree distrutte dalle fiamme nell’Europa occidentale, insieme alle temperature roventi e alla siccità, hanno creato condizioni nelle quali bombe, mine e proiettili possono essere scoperti oppure esplodere per effetto del calore. Per i vigili del fuoco significa operare non soltanto contro l’avanzata degli incendi, ma anche in luoghi nei quali il passato bellico può diventare un pericolo immediato durante le attività di spegnimento.

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